Studenti disabili, lunedì manifestazione della Cgil
SASSARI. Un sit in dei dipendenti della cooperativa Genesi davanti al palazzo che in piazza d’Italia ospita la sede della Provincia. Lo ha organizzato, fissandolo per lunedì prossimo dalle 10 alle 14,...
SASSARI. Un sit in dei dipendenti della cooperativa Genesi davanti al palazzo che in piazza d’Italia ospita la sede della Provincia. Lo ha organizzato, fissandolo per lunedì prossimo dalle 10 alle 14, la segreteria territoriale della Cgil Funzione pubblica, che insieme agli assistenti di base e agli educatori dipendenti della cooperativa Genesi manifesta il suo disappunto per il mancato arrivo degli stanziamenti necessari ad assicurare il diritto allo studio degli studenti disabili iscritti alle scuole superiori del Sassarese. «Le motivazioni che ci stanno portando all’astensione dal lavoro - spiega Paolo Dettori, segretario territoriale della Cgil Funzione pubblica - sono molte. E tra queste chiedere al presidente della Regione Francesco Pigliaru e all’assessore Claudia Firino, entrambi colpevolmente silenziosi, di dedicare al servizio di assistenza ai disabili una parte delle risorse tagliate dal Fondo unico regionale e restituite dalll’attuale solo in parte, senza considerare che si fa finta di non sapere che con gli anni gli scolari disabili della provincia di Sassari sono raddoppiati, passando da 67 a 140». Dettori aggiunge inoltre che le incertezze sull'effettiva durata del servizio sono tante. «Purtroppo - spiega - al momento le risorse pare siano sufficienti soltanto sino a dicembre e, peraltro, sono state anticipate dalla Regione dalla annualità 2015».
Intanto oggi e giovedì i dirigenti scolastici sono stati convocati dall'amministrazione provinciale per discutere proprio la ripartizione tra gli istituti superiori dei fondi disponibili per l'assistenza ai disabili. Soltanto all’Albeghiero sono novanta gli studenti con problemi diversi di disabilità che hanno necessità di poter contare su un sostegno quotidiano. Una coperta corta, quella dei finanziamenti disponibili, che dovrà essere suddivisa tra più esigenze. Anche perché se sarà ridotto il numero di ore per l'assistenza di base ed educativa a causa dei tagli, a perderci saranno i ragazzi disagiati, per i quali la scuola non è solo un diritto ma anche un’occasione di socializzazione.
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