Strade vicinali, rivolta contro i tagli
Il Comune stanzia 1,3 milioni in meno per le manutenzioni. I presidenti dei quarantacinque consorzi: «Ci dimettiamo»
SASSARI. Progetti bloccati per mancanza di finanziamenti, crediti aperti per mezzo milione di euro con Palazzo Ducale, una sede inadeguata, e, dulcis in fundo, un taglio netto di un milione e 300 mila euro sui fondi per le manutenzioni dei marciapiedi e delle strade vicinali decretato con l’ultimo aggiustamento del bilancio comunale. È un vero e proprio rosario di recriminazioni quello che i presidenti dei quarantacinque Consorzi delle strade vicinali hanno sgranato lunedì sera, in un’animata riunione autoconvocata nella sede di largo Budapest. Un’assembela che suona come l’inizio della rivolta dei 30mila residenti dell’agro che si sentono snobbati dall’amministrazione comunale. «Se dal Comune non arriveranno le risposte adeguate alle nostre richieste, siamo pronti a dimetterci in massa dai nostri incarichi», minacciano i presidenti dei Consorzi. Le richieste, manco a dirlo, partono tutte dal sogno di ricevere i finanziamenti necessari a coprire una lunga lista di interventi di manutenzione, indispensabili per la sicurezza delle strade vicinali. Finanziamenti che, lamentano i presidenti, sono sempre più esigui. «Vantiamo crediti per oltre 500 mila euro nei confronti dell’amministrazione comunale, relativi a opere realizzate e per le quali il Comune non ha mai pagato la sua quota, pari, per legge, al 50 per cento dei costi sostenuti», continuano i presidenti.
A scavare una distanza sempre maggiore fra Comune e Consorzi non ci sono solo i debiti, ma anche le sforbiciate operate dall’amministrazione. Nel luglio scorso la Giunta ha deliberato il taglio dei contributi elargiti ai Consorzi per sostenere le spese di funzionamento e di gestione: dai 700 euro annuali, si è passati a 500 euro a Consorzio per far marciare la lentissima macchina amministrativa delle strade vicinali. «È una decisione che non riusciamo veramente a capire», si lamenta Anna Pirino, dal 1981 impegnata con le strade vicinali e ora presidente di due Consorzi (Segasidda e Badde Pedrosa-Taniga). «Siamo praticamente dei volontari, e quei soldi ci servono per le spese di amministrazione e segreteria. Invece di operare questi tagli ingiustificati, il Comune farebbe bene ad ascoltare le nostre richieste. Quando è stato predisposto il nuovo statuto delle strade vicinali avevamo proposto di inserire una norma che impegnasse i consorzi a presentare un bilancio di previsione, in modo da poter programmare gli interventi e le risorse necessarie. L’idea non è stata nemmeno presa in considerazione, e ora noi ci troviamo ad affrontare tagli continui».
L’ultima preoccupazione è arrivata la scorsa settimana, con una variazione di Bilancio approvata dal Consiglio comunale: «abbiamo appreso dalla stampa che sono stati tagliati 1 milione e 300 mila euro per le manutenzioni di marciapiedi e strade comunali. Nessuno dal Comune ci ha avvisato di questo e ora non sappiamo cosa ci aspetti».
Altra grana da risolvere è quella della sede dei Consorzi. Nell’aprile 2012 erano stati assegnati in via provvisoria i locali dell’ex circoscrizione 4, in largo Budapest. Dopo due anni quella sede provvisoria sembra essere diventata definitiva: «Quei locali sono inadeguati. Sono troppo piccoli per ospitare tutti i consorzi. Abbiamo chiesto una sede più grande, considerando che le circoscrizioni sono state chiuse e che quindi le soluzioni non mancherebbero , ma siamo sempre in attesa, e sempre relegati in via Budapest». Relegati in un ufficio dove la connessione internet viaggia a velocità preistoriche, la linea telefonica funziona a intermittenza, i locali sono inaccessibili ai disabili, e le norme di sicurezza sono un optional.
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