La Nuova Sardegna

Sassari

Terapiste a termine in neuropsichiatria

di Vincenzo Garofalo
Terapiste a termine in neuropsichiatria

Sassari, servizi a rischio per settanta piccoli pazienti del San Camillo, i contratti dell’equipè specializzata scadono a dicembre

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SASSARI. La precarietà minaccia il futuro del centro di riabilitazione di Neuropsichiatria infantile della Asl, a San Camillo, e mette a rischio il percorso curativo di settanta bambini affetti da diverse disabilità. A dicembre scadono i contratti dei professionisti che compongono l’équipe che assiste i piccoli pazienti: terapiste, psicomotriciste e logopediste, figure altamente specializzate che con il loro lavoro hanno conquistato la fiducia dei bambini, elemento essenziale per la buona riuscita delle terapie. Ma i risultati non sono sufficienti a rendere stabili le posizioni di lavoro e da tre anni infatti i componenti dell’équipe del centro di riabilitazione di San Camillo fanno i conti con contratti a tempo: incarichi semestrali che non danno garanzia sulla necessaria continuità.

Da tempo è nato un comitato spontaneo di genitori che puntualmente cerca di far sentire la propria voce. Anche questa volta ha paura che se dovessero arrivare delle soluzioni, queste saranno ancora una volta temporanee. Sì, perché l’organizzazione di Neuropsichiatria infantile deve superare anche altri ostacoli, primo fra tutti la carenza di personale. I bambini in lista di attesa per poter usufruire dell’assistenza del centro di riabilitazione sono tanti, e il numero di terapiste è insufficiente.

«Nel centro di riabilitazione mancano ancora figure fondamentali: pedagogisti clinici e terapisti comportamentali, ma anche psicologi dell’età evolutiva, oltre che terapisti, a tempo indeterminato. Solo con l’ampliamento delle figure professionali si potrebbe offrire un quadro completo di riabilitazione e potenziamento delle capacità residue, in una fase delicata come quella dell’età evolutiva», spiega la consigliera comunale di “Sassari bella dentro”, Francesca Arcadu, che nei giorni scorsi ha portato il caso in Consiglio. Per porre fine all’incertezza del servizio, il Comitato di genitori ha più volte sollecitato la Asl a bandire dei concorsi per assumere in maniera stabile le figure professionali di cui il centro di riabilitazione, e i tanti bambini in attesa di assistenza, hanno bisogno. Sia la Regione sia la Asl hanno dato rassicurazioni in tal senso, spiegando che la pianta organica sarà presto rimodulata secondo le esigenze. Promesse che i genitori dei pazienti hanno sentito già troppe volte.

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