La vertenza poligoni alla marcia di Assisi
Antonio Piu e Simone Campus domani alla manifestazione per la pace a rappresentare il Comune
SASSARI. Il Comune di Sassari porta la vertenza sulle servitù militari sarde alla Marcia per la Pace di Assisi. Domani il presidente del Consiglio comunale, Antonio Piu, insieme con il consigliere del Pd, Simone Campus, parteciperanno alla manifestazione organizzata dai movimenti pacifisti italiani, che unisce con una marcia di circa 24 chilometri Perugia e Assisi. Proprio al Tavolo della Pace, con gli enti locali e le associazioni provenienti da tutta Italia, Piu e Campus porteranno all’attenzione nazionale il problema delle servitù militari in Sardegna e la lotta dei sardi per ottenere dallo Stato la chiusura di almeno due dei tre poligoni attivi nell’isola.
«Andiamo ad Assisi per rappresentare la città di Sassari e per manifestare la contrarietà dei nostri concittadini a tutte le guerre», spiega il presidente del Consiglio comunale sassarese. «Davanti alle tante, troppe emergenze che stanno alimentando crisi internazionali infinite e quella che, citando Papa Francesco, è una terza guerra mondiale a pezzi, con crimini, massacri e distruzioni, non possiamo rimanere inerti o neutrali e dobbiamo sensibilizzare le popolazioni lanciando un chiaro messaggio di pace, di solidarietà, di fraternità». Ma la missione dei due rappresentanti sassaresi non si ferma qui: «La lotta del popolo sardo contro le servitù militari sul nostro territorio va vista non solo come una battaglia per la riappropriazione del nostro territorio, ma anche come un messaggio della Sardegna in linea con le richieste di pace. È paradossale dire no alla guerra fra israeliani e palestinesi e allo stesso tempo concedere le basi militari dell’isola per le esercitazioni belliche», precisa Simone Campus.
Per questi motivi il Comune di Sassari si farà capofila di una vera e propria mobilitazione istituzionale che coinvolgerà tutti i Comuni della Sardegna, in modo da fare una pressione reale sul Governo nazionale affinché le richieste dei sardi sulla vertenza delle servitù militari non restino inascoltate. «Incontreremo i rappresentanti di tutti i Comuni e ci faremo promotori di un ordine del giorno o di una mozione da approvare in tutti i Consigli comunali della Sardegna. In questo modo quando il presidente della Regione, Pigliaru, andrà a Roma a trattare con il Governo, non sarà solo».
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