Pd, Angioni lancia la corsa: «Non farò tutto da solo»
L’aspirante segretario riesce a mettere insieme dagli ex popolari ai giovani turchi «Basta caccia alle streghe, è ora di dare il partito veramente in mano ai cittadini»
SASSARI. Ìn un affollatissimo "Bandiera Gialla, a Sassari, Ignazio Angioni ha presentato la sua candidatura alla segreteria regionale del Pd, una corsa a tre che il prossimo 26 ottobre 2014 lo vedrà competere con Thomas Castangia e Renato Soru.
Angioni, classe 1967, senatore dal 2013, dirigente Legacoop in aspettativa e figlio di operaio - sottolinea orgoglioso - è sostentuo fra i tanti da Francesca Barracciu e Siro Marrocu, Gavino Manca, Chicco Porcu , Tore Cherchi, Tore Ladu e Giorgio Macciotta, area che partendo dagli ex Ds arriva sino a quella ex Popolare con l'appoggio dei "Giovani Turchi" di Rifare l'Italia.
«Uno che sa fare. Ma senza fare tutto da solo» è il suo slogan «L'obiettivo – ha spiegato ieri – è mettersi al servizio dell'Isola e del Pd, non in opposizione a qualcuno ma rappresentando le più profonde e vere istanze legate alla partecipazione, alla collegialità, alla trasparenza per un partito che ha il dovere di riprendere e rinsaldare il suo rapporto con i cittadini. Il Partitodeve essere dei cittadini, e non può né deve vivere e sviluppare il suo futuro sulla caccia alle streghe, sul puntare il dito sull'uno o sull'altro protagonista della scena politica. La politica da intendere come un susseguirsi di stagioni che nascono, si chiudono e si rinnovano. Non ci sono rivincite da prendere, aiutiamo e aiuteremo la Giunta del governatore Pigliaru, questo non è in discussione. Esiste l'esigenza di un Congresso straordinario per discutere di temi fondamentali come la semplificazione del PPR e l'investimento sulla formazione. Il primo è strumento da aggiornare per trasformarlo in motore di sviluppo per la Sardegna, non certo da considerare come un blocco per progetti nuovi». «Sulla formazione invece – continua – credo si dovrebbe rimodulare una posizione che in partenza ha cercato di superare alcuni elementi degenerativi, ma che oggi deve necessariamente offrire a lavoratori e aspiranti tali una formazione all'altezza, competitiva».
«Come in ogni esperienza politica – spiega – anche quella del Pd ha in sé momenti ed elementi positivi e negativi, ma occorre partire proprio da quanto di positivo fatto per dare forma e vita ad una nuova stagione della politica sarda, come accadde nel 2004. I protagonisti, sono e saranno gli uomini, le donne, i giovani e i meno giovani, i sardi che rappresentano l'ossatura e la grandezza del Pd. Diciotto mesi fa ho accettato con orgoglio e onore il ruolo di rappresentante della Sardegna al Senato, oggi accetto di confrontarmi con l'elezione alla segreteria regionale. Non ci sono guerre fra avversari, provo anzi stima per loro, ma è chiaro che nella nuova idea di Sardegna i ruoli vanno ridefiniti e riassegnati in funzione del benessere dei cittadini, dello sviluppo del territorio e salvaguardia di tutte le sue componenti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
