È ancora senza nome il corpo saponificato
SASSARI. Non sarà un compito facile, quello che attende i medici dell’istituto di Patologia Forense che dovranno eseguire l’autopsia sul corpo in avanzato stato di decomposizione che il mare ha...
SASSARI. Non sarà un compito facile, quello che attende i medici dell’istituto di Patologia Forense che dovranno eseguire l’autopsia sul corpo in avanzato stato di decomposizione che il mare ha restituito, sabato mattina, sulla spiaggia di Maria Pia, ad Alghero.
Un compito difficile, viste le condizioni del corpo, ma i medici dovranno cercare di dare le risposte più importanti in questi casi: di chi è quel corpo e quali sono le cause della morte di quell’uomo, apparentemente di mezza età e il cui unico dato di una apprezzabile certezza è relativo all’altezza, superiore al metro e ottanta. Indubbiamente troppo poco, per aiutare gli investigatori del commissaria di Alghero che da sabato mattina stanno setacciando gli archivi delle persone scomparse negli ultimi tempi. Ovviamente non viene tralasciata alcuna pista e anche per questa ragione le ricerche sono state allargate a buona parte dell’isola che si affaccia sul Canale di Sardegna. Ma non è neppure possibile escludere che quel corpo possa essere arrivato dalle coste spagnole o da quelle della Francia Meridionale. Sono tutte ipotesi plausibili, visto che le direzione predominante delle correnti è proprio quella proveniente dai quadranti occidentali.
E mentre sono state escluse le denunce presentate di recente, una delle possibilità esaminate dagli uomini del commissariato di Alghero è che quello rinvenuto sulla battigia della spiaggia di Maria Pia, possa essere il corpo di Michele Peragallo, il poliziotto in pensione scomparso la notte del 3 febbraio dello scorso anno, a Stintino. Ma anche per avvalorare questa ipotesi gli investigatori sono in possesso di pochissimi elementi. E per questo potrebbero rivelarsi deteminanti gli accertamenti dei medici di Patologia Forense, a partire dall’esame del Dna.
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