Amarezza e rabbia tra gli operai Multiss
In 160 rischiano il posto dal prossimo anno. E intanto continuano i disagi negli istituti superiori
SASSARI. Amarezza, delusione, rabbia. Era questo il clima che si respirava ieri durante l’assemblea dei lavoratori della Multiss per i quali è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo a partire dal 2015. La speranza, ora, è di riprendere l’attività a pieno ritmo almeno da novembre perché ciò consentirebbe di poter contare su uno stipendio pieno fino a dicembre. I 160 lavoratori sono infatti in cassa integrazione dopo che alla Provincia sono venute meno le risorse per la partecipata a causa della sforbiciata sui trasferimenti del fondo unico regionale. Un taglio parzialmente corretto dalla Regione, che prima ha erogato un finanziamento straordinario di 600mila euro e ora con l’approvazione definitiva dell’assestamento di bilancio ha previsto un finanziamento di 5 milioni per le partecipate delle Province in difficoltà (anche a Nuoro e Oristano si vivono gli stessi problemi).
La tranche di quella somma da destinare alla Multiss non è stata determinata e i sindacati si augurano che il finanziamento possa essere sufficiente a ripristinare il regolare svolgimento dei servizi di manutenzione delle scuole e delle strade che fanno capo alla Provincia e anche di disinfestazione e deratizzazione. Servizi che, interrotti da agosto, hanno provocato effetti devastanti negli istituti superiori, con chiusure legate alla rottura di impianti idrici e anticendio e alla presenza di topi e insetti. L’auspicio è che la Regione vari la riforma degli enti locali e vengano delineate le competenze dei distretti che dovranno sostituire le Province. E una soluzione definitiva si attende anche nelle scuole dove la manutenzione programmata degli impianti di riscaldamento non è stata eseguita. Se l’autunno, che finora ha regalato sole, riprenderà il suo regolare andamento stagionale, saranno guai.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google