La Nuova Sardegna

Sassari

I vertici della polizia ricordano il sacrificio di Antonio Niedda

di Emidio Muroni
I vertici della polizia ricordano il sacrificio di Antonio Niedda

A Bonorva l’intitolazione del nuovo palazzetto dello sport L’agente venne ucciso dalle brigate rosse nel 1975

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BONORVA. «Oggi paghiamo quello che sentiamo un debito verso l’eroe Antonio Niedda e la sua famiglia, per la tragedia che ha dovuto subire - ha detto il sindaco Giammario Senes nel saluto agli intervenuti alla cerimonia d’intitolazione del palazzetto dello sport di via Cavalieri di Vittorio Veneto -. E il pensiero va a tutti gli uomini in divisa e ai tanti caduti negli anni bui del terrorismo». Parole che hanno sintetizzato i sentimenti di affetto e riconoscenza che l’intero paese ha voluto esternare nel ricordo di un martire del terrorismo politico, sconfitto proprio grazie alla dedizione, coraggio e senso del dovere e sacrificio di tanti uomini delle forze dell’ordine. Il consiglio comunale, ha ricordato il sindaco, ha deciso di intitolare il palazzetto dello sport, che da qualche mese ha recuperato la piena efficienza, alla memoria di Antonio Niedda, vittima innocente della furia omicida delle brigate rosse. Alla cerimonia, coordinata dall’assessore Giuseppe Ghisu, hanno partecipato la moglie, Maria Ciscato, i figli Francesco e Salvatore, tanti parenti, provenienti da Sassari, il vicecapo della polizia Alessandro Marangoni, il prefetto, Salvatore Mulas, il questore di Sassari, Pasquale Errico, i titolari della altre questure sarde, i comandanti provinciali dei carabinieri, della guardia di finanza, del corpo forestale e protezione ambientale, diversi politici, alcuni sindaci, l’associazione carabinieri in pensione e diverse associazioni civili, oltre a numerosi cittadini. È stata una cerimonia molto semplice e commovente, perfettamente organizzata dagli uomini della questura di Sassari e vissuta sull’onda dell’emozione, nel ricordo di Antonio Niedda.

Nato a Bonorva il 2 febbraio del 1931, lo sfortunato uomo della Polizia di Stato vi trascorse i primi anni della sua gioventù con il padre Francesco, la madre Salvatorica Nuvoli e le tre sorelle, Luciana, Francesca e Pasqualina, fino al 1946, quando la famiglia si trasferì a Sassari. Nel 1955 si arruolò nella polizia per iniziare la costruzione del suo futuro con un buon impegno sportivo da atleta nel gruppo delle “Fiamme Oro”. È proprio in quel periodo che ebbe l’occasione di conoscere Maria Ciscato, come ha ricordato il vicecapo della polizia Marangoni, che divenne sua moglie e gli regalò due figli, Francesco e Salvatore. La voglia di rendersi utile e la dedizione per l’impegno iniziale lo convinsero a tornare ad operare concretamente e direttamente fra le forze di polizia ed è nell’espletamento di tale compito, nel IV compartimento della polstrada di Padova, che la mattina del 4 settembre 1975 fu ucciso, a Ponte di Brenta, dal brigatista Carlo Picchiura. Ieri mattina a ricordarne le straordinarie doti umane e il grande senso del dovere sono arrivati in tanti.

In prima fila la moglie Maria Ciscato, visibilmente emozionata da un ricordo che, a soli 34 anni, segnò indelebilmente la vita della sua famiglia e che, come ha detto il figlio Francesco, nelle brevi parole di ringraziamento, ha superato i tanti momenti di scoramento e difficoltà anche «grazie alla fede e all’aiuto del Signore, che ha sentito sempre vicino».

Il vicecapo della polizia Alessandro Marangoni ha ringraziato il paese per quanto ha voluto fare per ricordare chi, per servire lo Stato, ha sacrificato la propria vita e per la vicinanza e l’affetto mostrati verso le forze dell’ordine. «Antonio Niedda è stato un esempio straordinario, ha ricordato con un brivido d’emozione, e il paese deve essere orgoglioso di avergli dato i natali e fatto crescere». La cerimonia, prima del rinfresco finale, è terminata con la piacevole esibizione delle giovanissime pallavoliste dell’Asd Bonorva.

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