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chimica verde

Il Pd solidale con gli operai: «L’Eni rispetti gli accordi»

SASSARI. «L'Eni deve rispettare gli accordi siglati con il protocollo d'intesa sulla chimica a Porto Torres dell'aprile 2011 e realizzare senza ulteriori attese quanto previsto, dalla piena...

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SASSARI. «L'Eni deve rispettare gli accordi siglati con il protocollo d'intesa sulla chimica a Porto Torres dell'aprile 2011 e realizzare senza ulteriori attese quanto previsto, dalla piena realizzazione degli impianti Matrìca alla realizzazione alla centrale a biomasse, oltre ad avviare immediatamente il progetto di bonifica nel sito di Minciaredda». Così le segreteria provinciale e comunale del Partito democratico di Sassari all’indomani dello sciopero dei lavoratori del polo chimico di Porto Torres con i quali condividono le ragioni della protesta. Anche il Pd provinciale e cittadino, appena rinnovato nei suoi organismi, chiede quindi «due immediate iniziative alla politica regionale e nazionale, che devono procedere parallele per sbloccare lo stallo attuale».

Una situazione denunciata dalle organizzazioni sindacali di categoria (Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil) che solo ufficiosamente sono stati informati della decisione dell’Eni di rinunciare alla realizzazione della centrale a biomasse. Una decisione che, secondo le organizzazioni sindacali, stravolge l’accordo sottoscritto solo tre anni fa. E anche il Partito democratico, come il sindacato, tira la giacchetta alla Regione. «La Regione deve fare la sua parte: al tavolo per l'incentivazione delle produzioni di Matrìca, già annunciato dall'assessore Maria Grazia Piras, il Pd sassarese chiede che siano presenti anche i vertici Eni, perché riferiscano sugli impegni presi e non più rinviabili».

Ma anche il partito dice di voler fare la propria parte. «Il Partito democratico dovrà farsi portatore delle istanze del territorio, convocando nei prossimi giorni una forte iniziativa politica e istituzionale che impedisca i propositi di fuga dell'Eni e rivendichi un Piano di reindustrializzazione della area industriale di Porto Torres, nell'esempio di quanto già fatto per il Sulcis».

Il progetto per la chimica verde, ricordano le segreterie provinciale e cittadina del Pd di Sassari, era stato accolto favorevolmente dagli enti locali, dalle forze sociali e dalle associazioni di categoria del territorio perché «rappresenta uno dei pochi progetti di sviluppo per il nordovest della Sardegna e la riconversione del sito di Porto Torres. Solo su questa base erano stati firmati gli accordi con Eni per la dismissione della chimica di base. Accordi che ora non possono essere considerati carta straccia e che vanno finalmente rispettati in pieno».

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