La Nuova Sardegna

Sassari

Mancano i soldi, i barracelli restano a piedi

di Vincenzo Garofalo
Mancano i soldi, i barracelli restano a piedi

Chiusa la campagna antincendio regionale, il Comune non ha i fondi per pagare la benzina dei pick up

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SASSARI. La chiusura della campagna antincendi regionale appieda i barracelli. Da martedì i 168 volontari della Compagnia barracellare del Comune non possono più usare i sei mezzi antincendio e i tre pic-up affidati loro dalla Protezione civile nei mesi estivi. Le divise verdi del Comune sono a piedi: Palazzo Ducale non ha lasciato loro in dotazione nemmeno una bicicletta.

Con la chiusura della campagna regionale antincendio, finanziata dalla Regione, i mezzi della Protezione civile destinati alla lotta contro il fuoco devono restare parcheggiati in garage, e il motivo è semplice: senza il denaro sonante della Regione, non si sa chi dovrebbe pagare la benzina necessaria a far muovere i fuoristrada.

Un costo che il Comune, almeno per il momento, non ha intenzione di coprire, visto che il dirigente del settore Protezione civile ha intimato alla Compagnia barracellare lo stop di tuti i mezzi e il loro rientro perentorio nei garage del Comune.

«È assurdo, fino due giorni fa stavamo ancora spegnendo incendi, come si può mettere una data di fine alla campagna antincendi– si lamenta attonito il comandante della Compagnia, Gianni Sanna – ? E come si può lasciare un corpo istituzionale che svolge un’infinità di servizi essenziali per la sicurezza della comunità senza nemmeno un mezzo per spostarsi sul territorio comunale?».

La preoccupazione dei barracelli si è riversata martedì sera in consiglio comunale, con una larga rappresentanza delle divise verdi che si è presentata nell’aula di Palazzo Ducale mentre era in svolgimento la seduta dell’assemblea. La paura dei barracelli era che lo stop ai mezzi fosse collegato in qualche modo con la richiesta di istituire una commissione interna al Consiglio comunale per indagare sui conti e sul funzionamento della Compagnia, richiesta protocollata qualche giorno fa dal capogruppo del Movimento cinque stelle al Comune, Maurilio Murru.

Il sospetto si è rivelato del tutto infondato, ed è stato il sindaco, Nicola Sanna, durante un faccia a faccia con la delegazione di barracelli, a spiegare i veri motivi del ritiro delle auto, ossia la fine della campagna antincendi regionale e la fine dei soldi disponibili per pagare la benzina a quegli stessi mezzi.

Anche Maurilio Murru stempera i toni sulla sua richiesta di indagine: «Svolgo semplicemente il mio ruolo di consigliere comunale. Non ho assolutamente nulla contro la Compagnia barracellare, anzi, è proprio perché ritengo che svolga un servizio di fondamentale importanza che ho chiesto che tutto ciò che la riguarda sia gestito nella maniera più trasparente possibile», precisa il capogruppo dei grillini.

Polemiche a parte, per i barracelli resta il problema mezzi di trasporto: «Quei pick-up sono necessari per poter svolgere al meglio le nostre funzioni – ricorda il comandante Sanna –, noi garantiamo il servizio 24 ore su 24, abbiamo tre postazioni fisse nei punti cruciali del territorio comunale, siamo in prima linea su più fronti, dagli incendi alla lotta al randagismo, ai controlli nella stagione della caccia, e coordinati dalla Protezione civile, dai vigili del fuoco, e dalle altre forze dell’ordine siamo sempre pronti a intervenire ad ogni emergenza. Tutto questo con un bilancio di appena 140 mila euro l’anno che deve bastare per le divise (quelle antincendio costano 500 euro l’una), l’assicurazione, le visite mediche e le altre spese correnti. Siamo volontari e abbiamo diritto solo a un modestissimo rimborso spese, che spesso non è sufficiente nemmeno a coprire i costi di turni che durano otto ore, lontano da casa», conclude il comandante

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