Un reading per cantare la nostalgia della littorina
NULVI. Anche la musica ha voluto contribuire a far riecheggiare il lamento dei nulvesi e delle popolazioni dell’Anglona e della Gallura per la possibile soppressione della linea ferroviaria e quindi...
NULVI. Anche la musica ha voluto contribuire a far riecheggiare il lamento dei nulvesi e delle popolazioni dell’Anglona e della Gallura per la possibile soppressione della linea ferroviaria e quindi del trenino delle ex F.d.S. che da oltre 80 anni ha attraversato questi territori. L’occasione è stata la manifestazione “Quando c’era la littorina” promossa dalla locale Pro loco e dall’associazione “Su Sidhadu” tenutasi a Nulvi nei giorni scorsi. Lo ha fatto in modi diversi, con le canzoni che raccontano di viaggi e di treni, di viaggiatori e di ferrovieri, con le musiche che rimandano a terre di confine e a tempi passati. Di grande spessore il contributo offerto dall’attore Matteo Gazzolo che ha proposto un reading musicale con le stupende melodie di Sandro Fresi e dell’Iskeliu Quintet, interpretando in modo straordinario un piccolo racconto scritto da Fabrizio De André e tratto dal libro “Un destino ridicolo” che il cantautore genovese ha pubblicato insieme ad Alessandro Gennari. Un storia ambientata proprio su un trenino che viaggia da Tempio a Sassari in un giorno di Carnevale. Gazzolo è stato superbo nell’immedesimarsi nei controversi personaggi tipici della poetica di De Andrè. Le sonorità mediterranee, ancestrali, dolci ed armoniose del quintetto Iskeliu, con Sandro Fresi (ghironda, organetto portativo, fisarmonica), Alessandro Deiana (chitarra, liuto, llaud catalano), Tore Mannu (percussioni etniche), Fabio De Leonardis (violoncello) e la stupenda voce di Yanara Reyes Mc Donald (canto,contrabbasso) hanno reso ancora più affascinante e magico il racconto. Storie di viaggi e di treni anche nelle canzoni proposte da Rita Casiddu, accompagnata dalla chitarra di Salvatore Delogu, da un sempre più poliedrico Enzo Mugoni e dal cantante nulvese Tore Senes. Voci, canzoni e storie che forse si disperderanno lungo i binari consumati e arrugginiti della storica strada ferrata a scartamento ridotto, condannati anch’essi ad un “destino ridicolo”. (m.t.)
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