La Nuova Sardegna

Sassari

«Vado via sicuro di aver lavorato bene»

di Vannalisa Manca ; di Vannalisa Manca
«Vado via sicuro di aver lavorato bene»

Marcello Giannico illustra pregi e difetti della sua amministrazione. E attende l’udienza dal gup per il caso Cavazzutti

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SASSARI. È pronto a lasciare prima della scadenza naturale del suo contratto, fissata al 2016. Marcello Giannico, direttore generale della Asl 1, non si fermerà ad aspettare l’arrivo di un commissario che la Regione potrebbe a breve nominare, ma certamente andrà via prima, forse proprio questo novembre. «Sembra scritto nel mio dna che debba cambiare lavoro ogni quattro anni. Stavolta, però, penso che non andrò a occuparmi di sanità».

Ma si dice soddisfatto del lavoro svolto dal 2010 ad oggi, nell’Asl sassarese, soprattutto perchè - afferma - «oggi abbiamo una sanità “sana”. Non lo dico io, ci sono i risultati». Quelli che l’altra mattina, con la chiusura del Bilancio 2013, ha illustrato alla conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria che ha espresso un voto non vincolante. Dei 66 sindaci del territorio erano presenti 12 rappresentanti: sei si sono espressi contro, due i favorevoli, due astenuti e due assenti al momento del voto: per tutti gli altri, un’assenza «politica», secondo Giannico, proprio in vista dell’ormai prossimo cambio al vertice.

Obiettivi raggiunti. Vediamo come il Dg spiega la “buona salute” della Asl, con l’esposizione dei dati di attività, anticipando che «gli obiettivi sono stati raggiunti, perchè è cambiato il metodo di lavoro». In primo luogo i ricoveri con un miglior utilizzo dei posti letto. Se nel 2010 una degenza durava 8,22 giorni, oggi si torna a casa dopo 6,37 giorni: «Mandiamo via i pazienti senza curarli? Assolutamente no. Ma qui è cambiato tutto, oggi disponiamo di macchinari e apparecchiature nuove e quindi più efficienti».

Nuova tecnologia. Uno degli obiettivi realizzati riguarda la rivoluzione tecnologica diagnostica per immagini. E anche questo ha permesso l’aumento di 10 punti del tasso di occupazione totale del posto letto (dal 73,67 di quattro anni fa all’83,69 del 2013, con una ulteriore crescita prevista per quest’anno).

Assistenza domiciliare. Notevole miglioramento, secondo quanto si legge nel bilancio 2013, ha avuto l’assistenza domiciliare. «Siamo passati dal 2 al 6 per cento. Un ottimo obiettivo, anche considerando che la Regione ci chiedeva di arrivare al 4 per cento». Il direttore generale sottolinea poi di aver dato un taglio al precariato con la stabilizzazione organizzativa e la drastica riduzione del personale interinale (dal 7,3 allo 0,9 attuale). E ancora, cinquanta incarichi in tre anni e mezzo e direttori di reparto la cui età media si è ridotta. La rete ospedaliera è stata ridisegnata e anche ieri pomeriggio Giannico firmava qualche atto per (forse) incarichi vari: «Altrimenti come farebbero a criticare il mio operato?», diceva tra il serio e il faceto. Di certo, però, lo consola aver ricevuto apprezzamenti dal ministero per il aver ottenuto il miglior indicatore italiano nella Cardiochirurgia e il miglior incremento assoluto nazionale nella performance riferita alle fratture di femore entro 48 ore. Gli indicatori. «Sono arrivato quattro anni fa e gli indicatori erano disastrosi - afferma Giannico -. Non sono più bravo di altri. Ho applicato semplici regole, ho delegato i compiti e ho svolto esclusivamente il mio ruolo di direttore generale. Avrei potuto fare meglio e di più? Certamente sì. C’è ancora tanto da fare per migliorare la sanità dell’Asl 1? Certamente sì. Io ho avuto questi risultati e sono certo di aver riportato questa azienda a una crescita qualitativa importante. Dove non siamo riusciti? Soprattutto - dice il Dg - ci sono tre sfide per il futuro: lo sviluppo delle attività di screening: oggi non ci siamo. Altro problema riguarda l’integrazione con l’Aou: non esiste; noi facciamo un numero di ricoveri da Pronto soccorso pari complessivamente al 90 per cento. L’Aou il 10, eppure ha un numero di letti pari al nostro: eppoi ci si chiede perchè mancano barelle. La terza sfida è la sicurezza nei luoghi di lavoro, impiantistica e strutturale. Ma all’Asl di Sassari, unica in Sardegna, non è arrivato un euro dei 287 milioni distribuiti dalla Regione per questi progetti».

Il caso giudiziario. Marcello Giannico andrà via portandosi dietro anche uno strascico giudiziario ancora da decidere. La sua spina nel fianco si chiama Angela Cavazzutti. L’ex dirigente amministrativa che nel 2010 Giannico mise alla porta. Il rapporto fiduciario si era interrotto. Questione di bilanci quasi attivi diventati poi fortemente in perdita, scontri, mail finite dal procuratore e causa con accuse pesanti per Marcello Giannico: abuso di potere, falso ideologico, diffamazione. Il direttore generale attende l’udienza preliminare del 16 dicembre davanti al gup. Si andrà a processo? Molto probabile. Di certo il dossier diventa ogni giorno più consistente. E lui, il Dg, è convinto che la verità salterà fuori proprio dalle carte e se le accuse di abuso di potere e falso ideologico - a suo dire - sarebbero di fatto già cadute grazie a numerose sentenze legate alla materia in discussione, ieri sul suo tavolo c’era la lettera del garante della privacy che comunicava la chiusura del procedimento (relativo all’imputazione di diffamazione) concernente la diffusione dei dati personali contenuti in una contestata deliberazione del direttore generale. Giannico, insomma, si dice sicuro di dimostrare di avere agito correttamente.

Il bilancio 2010. «Nel 2010 mi è stato presentato il bilancio con 800mila euro di perdite. Però, altro che buona salute. La “rivisitazione” di quel bilancio (e qui c’è una mail contestata dalla Cavazzutti nella quale Giannico la invita a rivedere il documento contabile altrimenti non sarebbero arrivati soldi dalla Regione); il passivo è cresciuto di oltre 11 milioni, poi di 18. «Qualcosa non funzionava e non certo per la mia mail». Oggi il bilancio 2013 si chiude con un passivo di 5 milioni, ma il direttore generale dice che «adesso i conti sono in ordine. Chiari. Anche se ci sono perdite storiche che ci trasciniamo e che in passato erano nascoste tra mille voci. Oggi sappiamo a quanto ammontano i debiti, quanto dobbiamo ai fornitori, i quali, grazie a questo riordino, ricevono prima le loro spettanze». Soddisfatto, quindi? «Convinto di aver operato nell’interesse di questa Asl», liquida con un sorriso il dg in partenza.

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