Pomeriggio di fuoco tra il rione fieristico e l’area di Pont’Ezzu
Un incendio devasta alcune attività della zona artigianale Nessuna vittima, all’origine del rogo forse un falò di stoppie
OZIERI. In poco meno di due ore sono andate in fumo chissà quanti ettari e decine di migliaia di euro nella zona artigianale di San Nicola, a Ozieri: tutto a causa di uno spaventoso incendio divampato intorno all’ora di pranzo che, per fortuna, non ha causato danni a persone o animali. Partite dall’area del quartiere fieristico, le fiamme hanno corso velocemente a causa del forte vento sino a raggiungere l’area artigianale di Pont’Ezzu e andando a colpire in particolare i depositi di un carrozziere, un meccanico e un’impresa edile. Le fiamme hanno trovato terreno fertile tra le sterpaglie e tra le auto e i macchinari vari presenti nei piazzali e dopo pochi minuti lo scenario che si presentava agli occhi degli osservatori è divenuto a dir poco apocalittico: una densa coltre di fumo nerissimo che saliva altissima dall’area, visibile a chilometri di distanza, e violenti scoppi provocati dai vetri delle automobili che esplodevano e, forse, da un paio di serbatoi.
Ci sono volute quasi un paio d’ore per domare le fiamme, sulle quali sono intervenuti i vigili del fuoco di Ozieri, la protezione civile Lavoz e tutti i mezzi disponibili in zona, mentre a effettuare i rilievi hanno pensato gli agenti della polizia coadiuvati, per il controllo della situazione della sicurezza e del traffico, dalla polizia municipale e dai carabinieri. Altre quattro ore circa sono state necessarie per bonificare la zona, ma ancora al calare della sera non ci si poteva dire del tutto tranquilli. La zona interessata dalle fiamme è ampia, si parla di decine di ettari, ma solo oggi alla luce del giorno si potrà effettuare una esatta conta dei danni. Si lavora, ovviamente, anche sulle cause del rogo, che stando alle prime risultanze pare essere scaturito dalla fuga di alcune scintille da un falò acceso in zona fiera per bruciare sterpaglie. Il divieto di ardere le stoppie è finito un paio di giorni fa, quindi non ci sarebbe nessun’altro tipo di responsabilità da imputare se non quella della distrazione. Sono comunque solo delle ipotesi, al momento, perché le indagini e gli interrogatori dei testimoni sono in corso e sono effettuate dagli agenti del commissariato di polizia di Ozieri.
Tale ipotesi, comunque, pare quella più accreditata, e questa circostanza ha subito sedato le polemiche nate nel quartiere e nel resto della città mentre ancora le fiamme divampavano: in un primo momento, infatti, si era pensato al gesto di un piromane, ipotesi che pareva avvalorata dal fatto che in queste ultime settimane sono state diverse le segnalazioni di piccoli roghi appiccati da “buontemponi” ma che comunque non hanno mai avuto gravi conseguenze. Subito scartata da osservatori e inquirenti, inoltre, l’ipotesi dell’incendio doloso causato per colpire gli artigiani della zona: tutti lavoratori stimati e conosciuti, senza pecche di alcun genere.
La “distrazione” ha comunque procurato proprio a loro, e all’impresa edile, i danni maggiori, con diverse automobili sia in deposito sia di clienti che sono andate distrutte o gravemente danneggiate e macchinari da lavoro che hanno subito pesanti ripercussioni. Aziende già gravemente colpite dalla crisi che ora dovranno fare i conti anche con l’inevitabile. E altri danni ancora più gravi sarebbero potuti derivare se le fiamme avessero continuato a correre, vista la vicinanza di altri depositi, imprese, aziende agricole e abitazioni.
Un pericolo che per fortuna è stato scongiurato, ma che non toglie nulla al brutto colpo anche psicologico che l’incendio ha assestato al cuore della produttività ozierese.
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