Il sindaco Manca: «Bilanci tragici se lo Stato non paga»
Osilo, il primo cittadino replica ai rilievi della Corte dei conti «Senza trasferimenti posso solo bloccare tutti i servizi»
OSILO. Non ci sta, il Comune di Osilo, dopo il richiamo della Corte dei conti, a passare per un ente che fa una gestione allegra delle anticipazioni di tesoreria. «Non solo non è allegra – protesta il sindaco, Nanni Manca – ma al contrario, è una tragedia, perché siamo noi le prime vittime di un sistema malato, dove i trasferimenti dovuti dallo Stato e dalla Regione arrivano con ritardi di mesi, se non di anni, e dove il mancato utilizzo delle anticipazioni di cassa significherebbe il blocco, tout court, di tutti i servizi comunali».
La Corte dei conti, con la delibera n. 51, depositata il 28 ottobr, dopo aver precisato che ad essa è «affidata la verifica, con funzione di incentivazione e propulsione di processi di miglioramento, dell’assenza di irregolarità suscettibili di pregiudicare, anche in prospettiva, gli equilibri economico-finanziari degli Enti», rileva, per quanto riguarda Osilo, che la somma di 199mila euro non restituita al tesoriere al 31 dicembre 2012, testimonia «di una carenza di liquidità non meramente momentanea, possibile indicatore di una situazione di squilibrio finanziario», per cui è «opportuno che l’Ente ponga in essere idonei provvedimenti correttivi al fine di evitare il ripetuto utilizzo dell’anticipazione di tesoreria e di ricondurlo al carattere di eccezionalità che esso dovrebbe avere».
«Ma gli unici provvedimenti che potremo adottare – si accalora il sindaco – a fronte degli insopportabili ritardi nelle entrate che ci sono dovute, saranno quelli di non pagare le fatture e, a monte, di non fare i lavori e non dare servizi. Solo in questo modo potremo fare a meno delle anticipazioni di tesoreria e chiudere a saldo zero l’anno finanziario». Ma si capisce, dalle parole del sindaco, che quello descritto è uno scenario puramente teorico. «Perché non si può dimenticare – precisa ancora Manca – per fare un esempio fra i più significativi, che una parte importante delle anticipazioni di cassa si rendono necessarie per fa fronte agli impegni derivanti dal Plus. Impegni che, per restare solamente ai due servizi più importanti gestiti in forma associata, quello dell’assistenza domiciliare e quello dell’educativa territoriale, comportano il pagamento di fatture mensili per circa 150mila euro. Succede allora che se la Regione ritarda nei sui trasferimenti – ad oggi, per il 2014, di circa 840mila euro ce ne ha dato appena 139mila – ed i comuni, vittime anch’essi dei ritardi che qui denuncio, non sono tempestivi nel mandarci le loro quote – ne abbiamo uno che ci deve 230mila euro – diventa un obbligo ricorrere alle anticipazioni».
«L’alternativa – aggiunge amaramente il sindaco – è non pagare le fatture e, subito dopo, considerato che le cooperative, pur con tutta la loro buona volontà, non potranno aspettare più di un certo periodo, sospendere i servizi per tutti i 23 comuni dell’ambito, abbandonando a sé stessi i circa 500 utenti fra anziani e minori attualmente assistiti. È uno scenario sopportabile? Si può parlare di gestione “allegra” o non è più giusto dire che siamo di fronte ad una tragedia amministrativa e sociale?. E siamo sicuri – conclude Nanni Manca – che lo Stato per primo, in tutte le sue articolazioni, non debba onorare i propri impegni nei confronti del tessuto istituzionale, sociale e del mondo del lavoro? Io credo proprio di sì, anche perché questa è l’unica possibilità di salvezza per le nostre comunità».
Mario Bonu
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