La Nuova Sardegna

Sassari

Sessanta auto distrutte dall’incendio

di Barbara Mastino
Sessanta auto distrutte dall’incendio

Ingentissimi i danni dopo il rogo di lunedì a San Nicola: soltanto per miracolo le fiamme non hanno raggiunto le palazzine

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OZIERI. Ci vorranno diversi giorni per calcolare con precisione i danni provocati dal grande incendio che nel pomeriggio di lunedì ha interessato alcune aziende artigiane nel rione di San Nicola. Una prima stima parla di circa sessanta automobili distrutte dalle fiamme, che hanno colpito anche alcune attrezzature e lambito macchinari. Il rogo si è fermato a pochissimi metri dalla zona residenziale di San Nicola e solo per un pelo si è evitata una tragedia: persone e animali non hanno subito danni, solo un grande spavento e lo shock di vedere le fiamme così vicine a casa. Ancora oscure, inoltre, sono le cause del rogo, che a quanto risulta dalle prime verifiche sarebbe partito dall’interno del recinto del quartiere fieristico, accanto al grande capannone rosso multifunzionale (utilizzato anche da alcune attività sportive), e uscito attraverso una fessura nel muretto che delimita il perimetro.

In un primo momento la vox populi aveva imputato la colpa della fuga delle fiamme a operai delle manutenzioni in servizio per conto del Comune: una circostanza che, se confermata, avrebbe significato il profilarsi all’orizzonte di un brutto colpo anche per le casse dell’amministrazione, e quindi di tutti gli ozieresi, vista la grande entità dei danni. Ma ieri, dopo le verifiche del caso, è arrivata la smentita ufficiale dall’amministrazione comunale che, per voce dell’assessore ai Lavori pubblici e vicesindaco Uccio Farina, riferisce che «nessun dipendente comunale né alcun operaio dei lavori socialmente utili si trovava al lavoro alla fiera lunedì mattina».

«Sia io sia il sindaco Ladu abbiamo effettuato dei sopralluoghi sul posto per capire esattamente cosa sia successo - aggiunge il vicesindaco - ma siamo in attesa della relazione dei vigili del fuoco e delle risultanze delle indagini della polizia per fare un bilancio di quanto accaduto».

I punti oscuri sono diversi: in primis va chiarito se si sia trattato di un danneggiamento colposo dovuto a distrazione e, in secondo luogo, occorre capire da quali “mani” siano partite le fiamme. Una riflessione sulla sicurezza è comunque d’obbligo: alcune aree di San Nicola sono completamente abbandonate e ostaggio delle sterpaglie, e di sicuro questa stagione avara di pioggia non aiuta a limitare i rischi. Le uniche certezze sono quelle della cronaca, ovvero quello che è successo lunedì mattina intorno all’una quando le fiamme hanno iniziato a lambire alcune aziende adiacenti al quartiere fieristico: i cortili delle officine Dessì, Sarobba e Meloni, il deposito dell’impresa edile Lai, l’esterno della selleria Divona. Tutte potenziali “bombe a orologeria”, ma per fortuna le fiamme sono state domate nel giro di due ore grazie all’intervento dei vigili del fuoco della caserma di Ozieri, coadiuvati da rinforzi provenienti dal comando di Sassari, insieme con la Lavoz protezione civile e con il contributo di tanti volontari, a cominciare dai proprietari delle aziende colpite e di quelle vicine, nonché di alcuni residenti dei dintorni. Nessun danno alle case, come detto, e nemmeno ai capannoni delle ditte interessate: dalle verifiche di stabilità effettuate subito dopo il rogo non sono emersi rischi statici.

Nella tragedia, quindi, c’è stato anche un pizzico di fortuna: se le fiamme avessero interessato gli edifici i danni sarebbero potuti essere molto più ingenti e avrebbero potuto colpire ancora più al cuore il quartiere artigianale soprattutto a causa del forte vento, che anche ieri ha imperversato in tutto il nord della Sardegna alimentando altri roghi.

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