«Sindaco Sanna ci aiuti» Parte la raccolta di firme
SASSARI. Il suo è un caso emblematico. «In venti giorni ho presentato due denunce alle forze dell’ordine: la prima perché un extracomunitario ha tentato di derubarmi dell’incasso, la seconda dopo che...
SASSARI. Il suo è un caso emblematico. «In venti giorni ho presentato due denunce alle forze dell’ordine: la prima perché un extracomunitario ha tentato di derubarmi dell’incasso, la seconda dopo che un cliente locale mi ha danneggiato il distributore automatico di sigarette, scuotendolo fino a rovesciarlo, e danneggiandomi la vetrina». Marcello Fancello, nella sua tabaccheria al corso Vittorio Emaneule ne ha di cose da raccontare. «Qui succede di tutto: risse, atti di bullismo, furti. Anche lanci di bottiglie tra le fazioni di immigrati che popolano questa zona».
Una voce tra le tante che si leva dal Corso dove la protesta è anche stata messa nero su bianco in una lettera protocollata proprio ieri in Comune, alla questura e in prefettura. È partita dall’Hotel Vittorio Emanuele e sta raccogliendo le firme di altri residenti e commercianti. Un «appello disperato» al sindaco Sanna «di chi cerca ancora di combattere e tenere in piedi un’attività privata che è forse l’ultimo baluardo di quei servizi al cittadino assenti in una zona di Sassari diventata ormai un ghetto nelle mani di delinquenti, bulli e prostitute».
«Sono ormai all'ordine del giorno risse, furti e rapine, che per due volte ci hanno visto, nostro malgrado, coinvolti – è scritto nella lettera –. Quotidianamente vengono danneggiate automobili, vetrine e finestre sotto gli occhi di cittadini, negozianti, imprenditori e turisti che, stanchi e avviliti, non trovano altra strada se non quella di abbandonare questa zona, ormai diventata invivibile». L’hotel Vittorio Emanuele si è ritrovato ultimamente, e sempre più spesso, a ricevere lamentele non solo dal visitatore occasionale, ma soprattutto dai nostri clienti abituali che sono testimoni di una situazione che negli ultimi anni è precipitata su livelli mai raggiunti in precedenza. Le persone la sera hanno realmente paura di uscire dalla nostra struttura, ci viene chiesto il perché non si faccia nulla per rimediare a questa situazione». Perciò l’appello al sindaco perché intervenga: «Servono interventi immediati di ripristino della sicurezza e della legalità per affrontare l'emergenza, ma serve soprattutto una politica coraggiosa che collochi al primo posto il benessere del cittadino e dell'imprenditore. La politica dell'accoglienza fine a se stessa, non supportata dal rispetto condiviso della legalità non offre una dignitosa soluzione e nuoce gravemente a tutto il tessuto cittadino».
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