Tentata estorsione, assolti due impresari
Finirono a processo nel 2008 quando ricevettero l’incarico per la costruzione di 30 alloggi residenziali
SASSARI. Aveva solo chiesto l’aiuto economico del legale rappresentante della cooperativa Urbus, senza minacciarlo. Non ci fu un tentativo di estorsione e il giudice del tribunale di Cagliari, Silvia Badas, accogliendo la tesi degli avvocati difensori Enrico Cossu e Roberto Dessanti, ha assolto «perché il fatto non sussiste» Tomaso Piga, 59 anni, all’epoca responsabile di cantiere, e Fabio Cabras, di 36, amministratore della “Fabio Cabras Costruzioni Srl”, entrambi sassaresi.
La vicenda risale al 2008 quando gli imputati finiscono a processo in seguito a un colloquio tra Cabras e il geometra Antonio Vacca, legale rappresentante della cooperativa Urbus che aveva incaricato la Cabras Costruzioni della realizzazione di una trentina di alloggi di edilizia residenziale nel centro abitato di Porto Torres. Durante questo colloquio, che si tenne a Cagliari nella sede della Urbus, «Cabras cercava invano di convincere Vacca, in qualità di committente e quindi quale obbligato in solido – hanno spiegato gli avvocati Cossu e Dessanti – a contribuire al risanamento dei debiti maturati dalla “Cabras Costruzioni” verso i dipendenti e gli enti previdenziali e assistenziali». Vacca, con il consenso di Cabras, registrò il colloquio ma nei giorni seguenti presentò denuncia e consegnò il cd alla squadra mobile di Cagliari.
Gli inquirenti individuarono nelle parole rivolte da Cabras ad Antonio Vacca un tentativo di estorsione, in concorso con Tomaso Piga indicato come mandante. Durante l’istruttoria dibattimentale, attraverso la deposizione dei testi, è stato dimostrato che in quel colloquio Cabras si era limitato a invocare l’aiuto economico del legale rappresentante della Urbus, non gli rivolse alcuna minaccia. Quanto a Piga, nemmeno si trovava in Sardegna quando Cabras concordava l’incontro a Cagliari con Vacca. In realtà era andato via dall’isola già da diversi mesi.
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