Gravi danni e vite umane in pericolo
È polemica dopo le emergenze di martedì. Tedde (FI): «Chiarezza dalla Regione». Organici dei vigili del fuoco insufficienti
SASSARI. Danni ingenti, e solo grazie al coraggio, alla professionalità e ai rischi corsi da alcuni soccorritori, non ci sono state vittime. Quello che è successo nella giornata di martedì nel territorio del Sassarese ha dell’incredibile e richiama - una volta per tutte - l’attenzione sulla gestione delle emergenze in quella che rimane la provincia “operativa” più estesa d’Italia. Questa volta è stato il fuoco - a stagione antincendio dichiarata conclusa - il nemico da affrontare, tra pochi giorni (e già nelle prossime ore) potrebbe essere l’acqua, passando da un fronte all’altro. Sempre con le stesse risorse - assolutamente insufficienti - e con gli stessi organici (quelli dei vigili del fuoco, per esempio) che da anni attendono di essere adeguati. A Osilo e Pattada è andata bene, perché in due o tre situazioni le fiamme sono state respinte all’ultimo istante, prima che divorassero case e aziende, e che si portassero via qualche vita umana. É andata bene perché i vigili del fuoco e tutte le altre forze intervenute hanno attuato una rete che è frutto dell’esperienza, delle competenze, della conoscenza del territorio. Ma anche del coraggio che fa parte del bagaglio di chi da anni si confronta con le stesse emergenze.
Ieri il consigliere regionale di Forza Italia ed ex sindaco di Alghero Marco Tedde ha detto che «la Regione e le altre autorità devono valutare le situazioni sotto ottiche diverse». Ha analizzato gli incendi dell’ultima settimana, rilevando che hanno tutti tre concause: sono legati all’imprudenza, all’imperizia «e anche all’interruzione della programmazione e allo smantellamento al 31 ottobre delle squadre antincendio, dopo il commissariamento dell’Ente foreste. É stata smantellata la sala operativa e sono state eliminate le vedette». Tedde sottolinea che «oltre 100 addetti con 25 fra autobotti e camionette sono rimaste inutilizzate, una situazione inqualificabile». La soluzione, considerate le alte temperature e le previsioni meteo - che indicavano situazioni di rischio - poteva essere quella di attendere le prime piogge prima di smantellare l’apparato antincendio e magari prorogare di una decina di giorni le prescrizioni regionali antincendio. C’è poi la questione degli abbruciamenti, una pratica deleteria, spesso applicata senza la consepavolezza dei rischi per le cose e per le persone. L’argomento degli organici dei vigili del fuoco, dei mezzi e della sede diventa più che mai attuale. Di recente c’è stata una apertura da parte del Governo - con il sottosegretario agli Interni Bocci - ma anche la Regione deve fare la propria parte. Difendendo le motivazioni dei sindacati e confermando la complessità e l’estensione del territorio.
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