I sindacati preparano la marcia su Roma
Partecipata assemblea di Cgil e Uil in vista della manifestazione di sabato contro il governo Renzi
SASSARI. Un grave attacco, che il governo Renzi sta portando avanti contro il lavoro e i diritti dei lavoratori, in particolar modo nel pubblico impiego. E al quele bisogna reagire in tutti i modi, a iniziare dalla partecipazione alla manifestazione nazionale del pubblico impiego che si svolgerà a Roma sabato.
Questo il succo dell’assemblea sindacale del pubblico impiego che si è svolta mardetì all'istituto tecnico geometri, organizzata dalla funzione pubblica e dalla federazione della conoscenza della Cgil e dalla Uil funzione pubblica, Pa e scuola.
Un momento di preparazione della manifestazione nazionale del pubblico impiego di sabato che ha visto la partecipazione di circa 500 lavoratori. Tra i numerosi dirigenti delle due organizzazioni promotrici dell'iniziativa Adolfo Tocco, segretario regionale della Uil, Anna Fedeli della segreteria nazionale della Flc-Cgil, Luigi Canalis segretario regionale della Flc Cgil. Tutti gli interventi dei relatori hanno evidenziato «la gravità dell'attacco che il governo Renzi sta portando avanti contro il lavoro e i diritti dei lavoratori, in particolar modo nel pubblico impiego».
Si è sottolineata « la negatività di un modello di società che non vuole riconoscere più il valore costituzionale della solidarietà e dell'uguaglianza per far prevalere logiche classiste e discriminatorie». E «la pericolosità di un ragionamento che tenta di far passare la cancellazione dei diritti dei lavoratori come giusto prezzo da pagare per dare lavoro ai giovani». «Questo scambio – hanno sottolienato alcuni interventi – che alcuni potrebbero considerare accettabile, va respinto chiaramente perché frutto di una disonestà intellettuale che vuole barattare la cancellazione certa, qui e ora, dei diritti dei lavoratori in cambio di ipotetiche e aleatorie proposte di nuove assunzioni; assunzioni che, anche nella remota eventualità che si concretizzassero, sarebbero accompagnate da una scarsissima tutela giuridica e da un salario bassissimo e precario».
Negli interventi sono state richiamate tutte le proposte che da tempo i sindacati hanno elaborato per rilanciare il settore pubblico che è stato definito strategico per la ripresa del paese: un rilancio della spesa pubblica, depurata da sprechi e privilegi; lo sblocco dei contratti e degli scatti di anzianità; un piano straordinario di stabilizzazione dei precari e di nuove assunzioni; il risanamento delle strutture,fatiscenti e pericolose (vedi edilizia scolastica). Nelle conclusioni, Anna Fedeli ha ripreso le questioni emerse nel dibattito, sottolineando la necessità di mantenere un fronte comune contro un attacco che sembra avere dalla sua il consenso e l'appoggio dei poteri forti che mirano a cancellare definitivamente le tutele e i diritti, ele stesse organizzazioni sindacali, per ricorrere alla presunta democrazia mediatica.
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