L’acqua torna potabile ma è più gialla che mai
Il Comune revoca l’ordinanza sulla limitazione di utilizzo: parametri a norma Scoppia la protesta dei cittadini: dai rubinetti sgorga melma che paghiamo cara
PORTO TORRES. Il Comune ha revocato ieri l’ordinanza sindacale di limitazione dell’utilizzo dell’acqua - in seguito alla nota dell’Asl di Sassari che ha comunicato il rientro dei parametri fuori norma precedentemente rilevati nella rete idrica di Abbanoa -, ma in contemporanea è scoppiata la protesta dei cittadini per l’acqua di colorazione scura che sgorgava dai rubinetti delle abitazioni. Numerose le telefonate al giornale, e altrettanti i post al vetriolo scritti sulle bacheche dei social network, per denunciare una situazione che i questi confini sta assumendo toni grotteschi. L’altro ieri è mancata improvvisamente l’acqua, senza che Abbanoa avvertisse per tempo dell’eventuale guasto alla condotta idrica, e nel tardo pomeriggio di martedì l’ente gestore ha invece comunicato ufficialmente che i valori dei parametri dell’acqua erano conformi alla legge in tutta la rete idrica comunale.
Nei quartieri periferici si è scatenata la protesta per un disservizio improvviso che stava creando problemi gravissimi, e nessuna spiegazione è arrivata dalle istituzioni per chiarire l’ennesima beffa perpetrata ai danni della collettività. Ieri mattina la sveglia improvvisa con l’acqua che assumeva colorazione marrone – soprattutto nella zona ad espansione urbanistica C1/2 -, e le proteste verso il Comune per capire cosa fosse successo, all’insaputa di tutti, nell’erogazione dell’acqua. «Noi paghiamo regolarmente le bollette che Abbanoa ci recapita a casa – lamentavano alcuni cittadini -, dove viene contabilizzata anche l’acqua sporca, ma ci accorgiamo di non essere tutelati a dovere viste le continue sorprese negative che quest’ente ci propone da diversi anni a questa parte».
Qualche mese fa il Tribunale di Sassari aveva accolto il ricorso presentato dal Comune contro Abbanoa, disponendo l’accertamento tecnico preventivo per stabilire se la rete di distribuzione cittadina fosse conforme agli standard di legge, ma dalla decisione del giudice Cinzia Caleffi non si è più saputo nulla in merito al controllo fatto dal consulente tecnico nominato d’ufficio.
La decisione del Tribunale ha ovviamente tenuto conto delle numerose ordinanze sindacali con cui è stato vietato il consumo d’acqua nel territorio comunale, ma non si è ancora arrivati alla soluzione del problema nonostante sentenze giuridiche e sollecitazioni della comunità. A muovere le acque torbide ci ha provato anche l’associazione “Civiltà e Progresso”, mettendo in campo alcuni legali a supporto dei cittadini, però i disservizi in città continuano ad esistere: qualcuno sollecita la presenza del direttore generale di Abbanoa, per un confronto aperto con l’amministrazione comunale, altri stanno perdendo la pazienza e pretendono una spiegazione chiara sullo stato della rete idrica. Con la crisi economica che ha già superato i livelli di guardia, inoltre, i cittadini si trovano costretti a incrementare notevolmente l’acquisto di bottiglie d’acqua per tutti gli usi domestici e per la propria igiene personale. Il Comune deve pretendere che la qualità dell’acqua sia sempre conforme agli standard di legge, facendo valere soprattutto quel provvedimento volto a ordinare al gestore della rete la realizzazione degli interventi necessari per rendere il servizio efficiente. Questi frequenti disservizi, insomma, non possono più essere tollerati.
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