La Nuova Sardegna

Sassari

IL CASO SIGNORINI-MADIA

Ribelliamoci alla volgarità e ai rigurgiti maschilisti

di Anna Saderi

Dietro la scelta di pubblicare le foto del ministro Madia che mangia il gelato c’è la volontà di colpire tutte le donne. Un grave sintomo di arretratezza culturale

3 MINUTI DI LETTURA





Le numerose reazioni scandalizzate apparse sui social network in relazione alle foto rubate alla ministra Madia mentre mangia un cono gelato in macchina col marito, pubblicate dalla rivista scandalistica "Chi" diretta da Alfonso Signorini, non sono dovute, a mio avviso, ad un imbarazzato senso di vergogna dettato da remore morali nei confronti delle evidenti allusioni alla fellatio (il "ci sa fare col gelato" del titolo e il seguente "si concede una pausa di piacere con il marito"), tant'è vero che sul web in difesa della Madia si è scatenata da parte delle donne (e non solo per fortuna) una vera e propria gara alla pubblicazione di fotografie similari in ogni situazione al grido di "ci so fare anch'io".

No, quello che soprattutto penso abbia indignato è l'immagine da avanspettacolo che ancora una volta si vuole dare dell'Italia, della mentalità del suo popolo e della sua presunta arretratezza culturale e civile. Le fotografie da maschilismo becero, usate apparentemente per solleticare curiosità sul personaggio in un giornale che del gossip fa il suo mestiere, in realtà hanno la funzione più nascosta di attaccare il governo e, ancora una volta, le donne che, dopo secoli di assenza dai luoghi di potere, al governo del Paese con fatica si affacciano. Il tutto poi fatto nel modo più vecchio, noioso e nauseante di sempre!

Lasciamo perdere di richiamare l'assenza del senso di rispetto delle Istituzioni, sdoganata oramai da troppi anni di volgarità accettata come normalità (certi scivoloni linguistici misogini si sono sentiti anche da parte di chi meno ce lo si poteva aspettare), ciò che proprio non si può e non di deve acconsentire a nessun costo è che le donne debbano sempre pagare un prezzo così alto per la loro identità di genere, non solo quando ricoprono cariche di potere, ma anche per l'esclusivo fatto di esistere in autonomia (vedi i continui abusi, violenze e femminicidi).

Che stanchezza! Ancora qui a sottolineare che le donne non sono soltanto un corpo (cosa che evidentemente fa sempre paura per il potere attrattivo che possiede e che gli uomini non riescono a controllare) e che la bellezza è un valore aggiunto e non un limite alla propria libertà. Ancora qui a dover convincere che le donne hanno un cervello capace di pensare, progettare e realizzare, una abilità organizzativa nel lavoro spesso superiore a quella maschile e sentimenti che vogliono e devono essere liberi di esprimersi nella direzione che preferiscono. Ancora qui insomma a chiedere rispetto e a cercare di dimostrare che l'Italia è oramai un paese civile libero da pregiudizi e arretratezze culturali.

Il problema in questo caso non è solo di rivendicazione femminista della propria dignità, ma anche o forse principalmente di rabbia per una falsa rappresentazione di noi tutti, ritenuti evidentemente dal direttore Signorini capaci di sorridere allegramente dello scoop o addirittura, sotto sotto, di scandalizzarci per quelle immagini, per il modo in cui quel gelato viene mangiato. Insomma, il fatto che si possa pensare che questo sia un episodio di poco conto da minimizzare con false argomentazioni, come una goliardata tra giovinastri, mi fa stizza, perché è un' offesa all'intelligenza comune, perché sotto quella (presunta) ironia, tutti (e lo dimostra il web) leggono invece un rigurgito maschilista arretrato e volgare.

Non sono disposta a dare nessuna attenuante, neppur minima, a questa faccenda, per due motivi fondamentali: il primo riguarda l'aspetto formativo della divulgazione delle notizie, per cui un atteggiamento, se non benevolo, di sottovalutazione del fatto, ottiene il risultato di perpetrare in chi legge quella stessa mentalità becera che è alla base del fatto stesso; il secondo riguarda invece la necessità (che avverto sempre più pressante) di tornare ad un rigore linguistico, espressivo ed etico (pertanto penso si abbia il dovere di stigmatizzare ogni scarto da ciò) per restituire al Paese quella immagine, troppo a lungo umiliata e ora dovuta, degna della sua storia e della sua cultura, a cui le donne hanno sempre contribuito con la loro bellezza, intelligenza e forza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative