Manca (M5S): «Capo di Gabinetto, nomina poco chiara»
SASSARI. Arriva nell’aula di consiglio la nomina di Giovanni Isetta a capo di gabinetto del sindaco, sancita lo scorso 16 ottobre da una delibera di giunta che ha fatto passare da temporanea a...
SASSARI. Arriva nell’aula di consiglio la nomina di Giovanni Isetta a capo di gabinetto del sindaco, sancita lo scorso 16 ottobre da una delibera di giunta che ha fatto passare da temporanea a definitiva l’assunzione dell’avvocato sassarese, nominato lo scorso 27 giugno per tre mesi in attesa della «modifica della macrostruttura comunale oltre che di una diversa articolazione dell’ufficio a seguito di una più definita e completa organizzazione delle funzioni».
Ed è proprio sul mancato riordino delle funzioni che punta il dito la consigliera del M5S Desi Manca, che sul tema ha protocollato un’interpellanza. «Nella delibera del 27 giugno si evidenzia l'esistenza di un "settore gabinetto del sindaco” retto ad interim da un dirigente interno, evidentemente in possesso dei requisiti necessari – sottolinea la consigliera M5S – e nella stessa delibera era citato un intervento organico di modifica della macrostruttura comunale oltre che di una diversa articolazione dell'ufficio a seguito di una più definita e completa organizzazione delle funzioni. E l’affidamento temporaneo di tre mesi era posto in essere nelle more del riordino di cui sopra, ancora citato nella delibera del 16 ottobre, previsto e dopo quattro mesi ancora non realizzato».
«Appare chiaro – continua Manca – che la funzione di Capo di Gabinetto del sindaco non sarà interessata quindi dall’intervento di riordino di funzioni ed organizzazione, determinando di fatto, il decadimento dello stato di necessità temporanea e la presa definitiva d’atto che tale incarico non sia attribuibile tra i ruoli del personale in servizio». «Riteniamo – incalza Manca – che sia comunque necessario un chiarimento sulla definizione di accessoria della indennità di 12mila euro aggiuntiva prevista. Che da giugno ad oggi il riordino previsto avrebbe potuto e dovuto essere compiuto consentendo l’espletamento di una selezione interna prima ed esterna poi. E che solo in ultima ratio si sarebbe dovuto ricorrere all’affidamento diretto del caso, considerato che l’aggravio di spesa è comunque sempre a carico della collettività».
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