Sos alla Regione: servono più risorse
Aumentano i casi e l’assessore alle Politiche sociali sollecita Cagliari: i finanziamenti per coprire il servizio non bastano
SASSARI. Incassa consenso unanime la proposta dell’assessore Grazia Manca di sollecitare un confronto con la Regione per rivedere il meccanismo di distribuzione delle risorse a favore del Centro antiviolenza.
Nel corso della seduta della commissione Cultura e servizi sociali, ieri a Palazzo ducale, l’assessore alle Politiche sociali ha messo tutti d’accordo. Si tratta di aggiornare un sistema ormai datato in base al quale la Regione ripartisce i fondi ai Comuni per la gestione di un servizio che, alla luce della preoccupante recrudescenza del fenomeno, è diventato basilare per garantire alle donne maltrattate protezione e assistenza adeguate.
La gestione del programma Aurora, affidato dal 2008 al consorzio Andalas de Amistade, vanta numeri di tutto rispetto: dal varo del progetto, quattordici anni fa, la struttura di via dei Mille ha infatti risposto a 1250 richieste di aiuto, ospitando 103 nuclei familiari madre-bambino. Solo quest’anno, gli operatori hanno registrato 152 segnalazioni, offerto 99 consulenze e accolto 14 donne e dieci bambini. Ma non basta perché «a fronte di un finanziamento di 136mila euro – ha spiegato Grazia Manca a margine della seduta – il costo del servizio è pari al doppio. Ecco perché è arrivato il momento di rivedere il criterio in base al quale la Regione destina le risorse, tenendo conto soprattutto della qualità non soltanto dei numeri». Proposta subito accolta e fatta propria dai componenti della commissione Cultura e Politiche sociali, presieduta da Carla Fundoni, che in modo trasversale hanno espresso parere favorevole a sostegno del servizio: «Qualora fosse necessario dirottare fondi da altri settori – ha detto Giancarlo Carta (Fi) – siamo pronti a votare anche una variazione di bilancio».
Certo è che il problema è delicato e complesso perché i nodi della questione non sono soltanto la tutela e l’assistenza delle donne, ma anche l’intervento nei confronti dell’autore dei maltrattamenti che spesso non è consapevole del proprio disagio. Su questo fronte gli operatori del progetto Aurora hanno infatti avviato un programma di comunicazione con gli studenti delle scuole medie e superiori di Sassari, Sorso, Stintino e Porto Torres con l’intento di coinvolgere il mondo della scuola e sensibilizzare i ragazzi nei confronti di un dramma che nell’ultimo periodo ha fatto registrare un incremento allarmante. Diverse le osservazioni avanzate dai consiglieri intervenuti dopo la dettagliata relazione di Maria Giovanna Campus, che coordina il progetto. «Quello della violenza domestica – ha fatto notare infatti la consigliera Francesca Arcadu (Sassari bella dentro) – è un fenomeno sommerso e trasversale che coinvolge anche donne appartenenti a fasce sociali cosiddette elevate e necessita di interventi in profondità che agiscano soprattutto a monte del problema».
Sulla stessa frequenza è sintonizzato Marco Manca (Sel) che ha rimarcato quanto i numeri forniti dagli operatori siano contenuti a fronte di un fenomeno ben più consistente che deve essere indagato in modo differente. Simone Campus (Pd) sollecita, invece, una diversa concertazione tra i servizi sociali e le politiche educative, settori che gestiscono in prima linea gli interventi di contrasto ai fenomeni di devianza. Che sia necessario razionalizzare le risorse è un fatto, visto che il budget regionale di un milione e 500mila euro, già sceso al milione nel 2013, subirà una ulteriore decurtazione nel 2015. Di questo e tanto altro si discuterà anche durante il convegno promosso per il prossimo 25 novembre, giornata nazionale contro la violenza sulle donne, in programma nella sala convegni dell’ex Infermeria di San Pietro. In quell’occasione gli operatori del progetto Aurora presenteranno la bozza di un protocollo d’intesa che vede insieme il pronto soccorso, le forze dell’ordine, il tribunale dei minori e il mondo della scuola.
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