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Sassari

E dopo cinquant’anni finisce l’era Guarino

E dopo cinquant’anni finisce l’era Guarino

Giorgia, erede della dinastia di gestori: «Per me sarà un lutto, ma chi subentra ci sa fare davvero»

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SASSARI. «Lasciare la gestione dei cinema? Per me è un lutto, un grande dolore appena attenuato dalla consapevolezza che tutto andrà in mano a una persona seria e competente come Alessandro Murtas». Commenta così, Giorgia Guarino, erede della dinastia che per cinquant’anni ha gestito in regime di monopolio le sale sassaresi, il passaggio di testimone. Perché la trasformazione del Moderno in una multisala segna la nascita in città di un’esperienza imprenditoriale al passo con in tempi, l’unica in grado di essere non solo sostenibile, ma addirittura redditizia. E sancisce anche la fine di un’epoca, quella iniziata nei primi anni Sessanta quando il padre Gavino, classe 1934, prese in gestione il cinema Ariston per poi allargare il suo impero.

Ora la figlia Giorgia, che ha gestito l’attività dal 2001, passa la palla. E lo fa con il nodo alla gola. «Sono state dette tante cattiverie sul conto della mia famiglia - si sfoga - ma io ho fatto di tutto per aprire una multisala, mica sono pazza. Mi mancavano i soldi, perché non è vero che noi siamo i proprietari dei cinema di Sassari. E se in questi anni qualcuno si è presentato a fare proposte simili poi alla fine si è dimostrato poco affidabile o addirittura è sparito». Anche il Verdi da gennaio sarà solo un teatro. «L’importante - dice- è che sia stato salvaguardato il posto di lavoro ai nostri dipendenti». (a.m.)

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