La cerimonia per i caduti di Nassiriya
PORTO TORRES. E’ ancora vivo il ricordo e il dolore di quella mattina del 12 novembre 2003 quando un camion carico di materiale esplosivo scoppiò nella base militare italiana dei carabinieri a...
E’ ancora vivo il ricordo e il dolore di quella mattina del 12 novembre 2003 quando un camion carico di materiale esplosivo scoppiò nella base militare italiana dei carabinieri a Nassiriya. Furono 28 le vittime - tra cui 19 militari e civili italiani 12 carabinieri, 5 sassarini e 2 civili – e ieri mattina Comune e Lions Club Porto Torres hanno voluto commemorare quei caduti alla presenza di autorità militari e civili e dei cittadini. Dopo la messa celebrata nella chiesa di Cristo Risorto, dal parroco Don Michele Murgia, il corteo ha raggiunto la piazza dedicata agli eroi di Nassiriya: la cerimonia è proseguita con la deposizione di due corone sul monumento, da parte dei Lions e del Comune, e si è poi conclusa con le note dell’inno dell’Arma dei carabinieri “La Fedelissima” e quello della Brigata Sassari “Dimonios”. «La sofferenza che si vive nei territorio in cui sono in corso i conflitti ci deve far riflettere su quanto si debba ancora lavorare per la pace – ha detto il sindaco – , che va costruita giorno dopo giorno, in ogni comunità, attraverso i gesti quotidiani, le parole, i confronti, il rispetto della persona e del pensiero». Era presente anche l’appuntato superiore dei carabinieri in congedo Pietro Sini – nominato cavaliere della Repubblica da Napolitano, che gli ha anche conferito medaglia d’oro per le vittime del terrorismo – invitato dal Comune: «Avrei preferito che fosse stata l’Arma dei Carabinieri ad invitarmi – ha detto -, visto che anch’io ero nella base di Nassiriya il giorno dell’attentato, invece mi hanno ignorato completamente nonostante riceva attestati dalle più alte cariche dello Stato». (g.m.)
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