Sulle multisala una pioggia di consensi
Il sindaco Nicola Sanna: «Un plauso a chi investe nello spettacolo». L’incoraggiamento e i timori degli operatori culturali
SASSARI. «Se ci sono imprenditori che vogliono investire nel settore dello spettacolo, non possono che avere il nostro plauso e incoraggiamento. Ero già da qualche tempo informato da parte degli interessati delle loro intenzioni e adesso sono contento che abbiano deciso di renderle note all’opinione pubblica». È il commento del sindaco Nicola Sanna alle notizie sulle due iniziative che, seppure molto diverse tra loro, attraverso le realizzazione di due multisala rilanceranno il cinema in città proprio quando ormai stava per scomparire: la prima è del patron della Dinamo Stefano Sardara, pronto a costruire un nuovo palazzetto dello sport con annesse numerose altre attività economiche (tra le quali, appunto, una multisala), e la seconda è la realizzazione di un cinema con quattro sale all’interno del Moderno, in viale Umberto. Ma le reazioni a queste clamorose novità provengono anche dal mondo della cultura. E sono tutte positive.
Il nuovo palasport. «Se vedo che imprenditori ritengono che ci possano essere margini di ritorno - riprende il primo cittadino - sono contento e non vedo nessun motivo ostativo. Per l’amministrazione comunale il palazzetto Serradimigni è di sicuro un costo che, a lungo andare, difficilmente potrà essere sostenuto. E allora, se al di là dei successi anche sportivi, il presidente Sardara ha verificato che ci sono i numeri per gestire una struttura nuova con tanti altri servizi, questa scelta va nella direzione che anche l’esecutivo vuole perseguire: quella cioè di una riduzione della spesa e una gestione privata delle strutture. Ecco allora che se si dovesse realizzare questa iniziativa, per il PalaSerradimigni sarà necessario fare un adeguato ragionamento costi-benefici».
La trasformazione del Moderno. Il plauso di Sanna va poi anche agli imprenditori che vogliono realizzare nuove sale all'interno del Moderno. «La scelta non potrà che ravvivare la zona - dice - e potrebbe richiamare anche un pubblico di appassionati di cinema d’autore. Ci fa piacere, allora - conclude - che ci sia chi voglia sfruttare questa occasione». Sulla stessa linea, sostanzialmente, l’assessore alla Cultura Monica Spanedda. «Queste iniziative - aggiunge - sono una ricchezza per Sassari e l’hinterland, così non possiamo non salutarle con piacere. L’auspicio è che i lavori inizino velocemente».
Centro storico. Anche per l’attore/regista Sante Maurizi le due operazioni sono un segnale molto positivo. «L’idea di Sardara - commenta - è di respiro molto più ampio rispetto a quella del Moderno, la quale tuttavia avrà il merito di ravvivare il centro storico. Bisogna però recuperare un’intera generazione di giovani che con gli anni ha perso l’abitudine ad andare al cinema: cercheremo tutti di dare una mano».
L’abitudine perduta. Su questo aspetto si sofferma anche il regista sassarese Bonifacio Angius, presto nelle sale di tutta Italia con il suo film “Perfidia”, che in Sardegna sta avendo grande successo . «Sulla carta - spiega - l’apertura delle sale è ovviamente una buona notizia, resta da vedere se la gente davvero si riavvicinerà al cinema». Stessa preoccupazione per l’operatore culturale Carlo Dessì, del Cineclub sassarese. «Fa quasi impressione passare dal deserto a tante sale - sorride -, ora l’obiettivo è riportare i giovani al cinema». Dulcis in fundo, Barbara Vargiu, una delle Ragazze Terribili. «È una bella notizia e non solo per gli amanti del grande schermo - dice -, Sassari ha bisogno di novità e di coraggio, mentre qui sembriamo bravi soltanto a piangerci addosso. E poi l’offerta culturale è determinante per migliorare la qualità della vita di una città».
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