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Sindacati e Acli uniti per salvare i patronati

Sindacati e Acli uniti per salvare i patronati

SASSARI. Nonostante la pioggia battente Cgil, Cisl Uil territoriali e le acli hanno incontrato i cittadini con dirigenti e operatori per manifestare contro i tagli al fondo ministeriale sui patronati...

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SASSARI. Nonostante la pioggia battente Cgil, Cisl Uil territoriali e le acli hanno incontrato i cittadini con dirigenti e operatori per manifestare contro i tagli al fondo ministeriale sui patronati previsti nella legge di stabilità. E continua l’opera di sensibilizzazione dei cittadini anche con la raccolta delle firme in tutte le sedi di lavoro e nelle piazze.

«Vogliamo scongiurare un vero e proprio scippo dei diritti dei cittadini, in particolare dei più deboli: la gratuità di accesso ai servizi previdenziali sono previsti dalla stessa nostra Costituzione».

I sindacati hanno fornito durante la giornata diversi dati interessanti: «In Sardegna e nella Provincia di Sassari, dove la povertà delle famiglie e degli individui ormai si attesta ad un quarto (25%) della popolazione residente, il ricorso alle prestazioni assistenziali attivate presso l’unico canale di consulenza gratuita egarantito dai patronati sfiora in diverse tipologie di pratica i 695 mila contatti di cui più di un quarto afferenti la provincia di Sassari».

Lo stesso direttore generale nazionale dell’Inps ha riconosciuto la indispensabilità del servizio svolto dai patronati, chiedendo un intervento presso il Governo in modo che faccia retromarcia sui tagli.

In Sardegna solo gli ammortizzatori sociali hanno determinato nel 2013 un ricorso ai patronati per 80.000 persone che uniti alle varie forme di CIG cui sono stati soggetti i lavoratori nello stesso anno forniscono un dato complessivo di circa 150.000 individui (su una base occupazionale di circa 600000 unità).

«Per questo motivo Cgil, Cisl e Uil e Acli sono impegnate fortemente ad impedire i tagli alla gratuita di assistenza previdenziale ai cittadini ma anche nel rilanciare con forza l’esigenza che la politica e le istituzioni assumano come priorità il lavoro e quindi la ripresa occupazionale e produttiva in tutti i settori».

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