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Campus a Piandanna, la palla passa al Comune

di Vincenzo Garofalo
Campus a Piandanna, la palla passa al Comune

Per l’opera universitaria serve una variante urbanistica, ma il via libera del Consiglio non è scontato

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SASSARI. Posizione dei terreni e qualità del progetto. Sono questi gli ingredienti che hanno spinto la commissione tecnica dell’Ersu a scegliere come futura sede del campus universitario l’area di 6,7 ettari, a Piandanna, offerta all’ente dagli eredi Satta-Branca e dalla famiglia Segni al prezzo di 10,72 milioni di euro. Proprio lo studio di fattibilità che suggerisce l’utilizzo ideale per quei terreni è stato decisivo per la determinazione del punteggio finale e per la conquista del primo posto nella graduatoria, per ora provvisoria, fra le cinque proposte (su dodici) arrivate alla fase finale delle valutazioni. Il progetto, redatto dall’ex preside della facoltà di Architettura dell’Università di Sassari, Vanni Maciocco, ha avuto una valutazione molto alta dalla commissione: 64 punti contro un massimo di 47 assegnato alle altre proposte tecniche.

La costruzione del campus vero e proprio e l’assegnazione dell’area su cui dovrà sorgere sono due procedimenti completamente separati (per la realizzazione degli edifici l’Ersu dovrà bandire un’apposita gara pubblica), ma il progetto presentato per le tenute di Piandanna potrà essere usato come base di partenza per la progettazione definitiva.

Il piano ideato per sfruttare al meglio i 6,7 ettari che si estendono fra la casa di cura privata San Nicola e l’Agenzia delle entrate, prevede la costruzione di undici fabbricati che si susseguono in contiguità lungo tutto il parco studentesco. Ciascuno di questi edifici si sviluppa al massimo su due piani, può accogliere fino a cinquanta studenti, possiede una corte interna e altri spazi comuni per lo studio e per la socializzazione. Poi ci sono gli spazi per i servizi dedicati non solo agli studenti, ma aperti a l’intera citta; stiamo parlando della mensa, l’auditorium, la sala conferenze, la biblioteca e perfino una cappella multireligiosa. Concentrate sul lato del terreno che confina con quello che sarà l’orto botanico del Polo naturalistico dell’Università, ci sono le strutture sportive: campi di calcio, calcetto, e pallacanestro, campi da tennis, palestra e piscina. È previsto anche un parcheggio seminterrato capace di ospitare 500 auto. Tutto questo progettato con un’alta sostenibilità energetica, integrato in un vero e proprio parco che salvaguarderà il verde già esistente (oliveto, cipressi, palme, carrubi). Sarà anche riqualificata una antica villa di campagna che sorge sul terreno e che sarà destinata ad attività culturali.

All’interno del complesso è prevista esclusivamente una viabilità pedonale e ciclabile, con tre punti di accesso dall’esterno: da via Piandanna, dal piazzale dell’Agenzia delle entrate e dalla strada provinciale Sassari-Ittiri. Un progetto valutato come un piccolo gioiello architettonico dalla commissione tecnica dell’Ersu, e che comunque, potrebbe cadere nel vuoto. Il futuro utilizzo dell’area individuata dall’Ente per il diritto allo studio potrebbe infatti restare lettera morta. Prima l’assegnazione dovrà essere ratificata dal consiglio d’amministrazione dell’Ersu, che dovrebbe riunirsi già la prossima settimana. Poi, per costruire il campus universitario è necessaria una variante urbanistica, che dovrà essere approvata con una delibera ad hoc dal consiglio comunale. Un passaggio tutt’altro che scontato, e che mette a rischio il finanziamento pubblico di 40 milioni di euro (20 della Regione e 20 dell’Unione europea): se l’Ersu non dovesse siglare il contratto di acquisizione dei terreni su cui costruire il villaggio studentesco del futuro entro la fine dell’anno, quei fondi potrebbero volatilizzarsi. E i segnali che arrivano da Palazzo Ducale non sono proprio confortanti. Il sindaco Nicola Sanna ha lanciato pubblicamente un’idea alternativa alla costruzione del campus universitario alla periferia della città: realizzare residenze studentesche al centro storico, e in particolare cambiando pelle alla attuale caserma della Brigata Sassari, in piazza Castello. Un’idea che ha trovato subito l’appoggio di gran parte delle forze politiche sassaresi, sia a centrosinistra, sia a centrodestra. Ora quindi il futuro del campus universitario è più che mai nelle mani del Comune.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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