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Sassari

Da asilo delle suore negli anni Trenta a comunità alloggio

Quella del Regina Elena è una storia che viene da lontano. Originariamente fu destinata ad ospitare l’asilo infantile e l’autorizzazione per l’inizio dei lavori venne rilasciata nel 1909. Le opere...

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Quella del Regina Elena è una storia che viene da lontano. Originariamente fu destinata ad ospitare l’asilo infantile e l’autorizzazione per l’inizio dei lavori venne rilasciata nel 1909. Le opere andarono avanti per un paio di decenni, tant’è che la struttura divenne pienamente operativa solamente negli anni Trenta, sotto la guida delle “Figlie della Carità”, le suore vincenziane, che restarono a Osilo per 42 anni. Le religiose lasciarono il paese nel 1972. Da allora, e ancora per diversi anni, l’asilo venne eretto in ente morale, con la gestione di un proprio consiglio di amministrazione. Con la soppressione degli enti morali, nel 1992, la gestione dell’asilo Regina Elena passò direttamente al Comune, che ne fece una sezione di scuola materna comunale. Finché, nel 2006, considerato più funzionale far confluire i pochi allievi rimasti nella scuola materna statale, la sezione del Regina Elena - che nel frattempo era stata anche trasferita nei locali presso la scuola media - venne definitivamente soppressa. Intanto, a partire dal 1982, nei locali seminterrati dello stabile del Regina Elena era stata aperta la biblioteca comunale, mentre nel 1985 vi vennero avviati i corsi della scuola comunale di musica. A partire dal 1996, poi, vi vennero ospitate anche le attività del centro di aggregazione sociale, della ludoteca, del centro anziani. Negli anni fra il 2000 e il 2005, l’amministrazione comunale allora guidata da Paolo Pinna, decise di realizzare nei locali del Regina Elena una comunità alloggio per anziani. Allo scopo vennero destinate due annualità della legge 37/98 (sull’occupazione), per un importo complessivo di un miliardo e 200 milioni di lire, e venne previsto un ulteriore stanziamento di 284mila euro. Nel frattempo, però, col cambio alla guida del Comune, la nuova amministrazione con sindaco Nanni Manca, decise di spostare quello stanziamento su opere ritenute più congrue, e di cercare per il completamento del Regina Elena, risorse apposite. E nel 2012, il Comune ottenne dalla Regione un contributo di 676mila euro per il completamento del Regina Elena. Il che ha consentito l’ultimazione delle opere e l’avvio delle procedure per l’apertura della comunità.

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