La Nuova Sardegna

Sassari

Dopo 20 anni Gourò è costretta a chiudere

di Antonio Meloni
Dopo 20 anni Gourò è costretta a chiudere

L’associazione prestava assistenza agli extracomunitari

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SASSARI. Dopo quasi vent’anni di impegno sul campo, l’associazione Gourò chiude i battenti.

Il gruppo di medici volontari, costituito nel ’96, per assistere gratis gli stranieri irregolari, ha deciso di gettare la spugna a causa di una situazione difficile e di un rapporto non proprio idilliaco con l’Azienda sanitaria locale.

Il servizio non sarà sospeso e l’Asl continuerà a curare gli stranieri in forma istituzionale. Così, i sette medici (tutte donne), che in regime di volontariato, sostenendo spese importanti, offrivano le loro prestazioni nel poliambulatorio di via Tempio, hanno deciso di abbandonare il campo non prima di togliere qualche sassolino dalle scarpe.

Dal giorno della costituzione, infatti, l’attività del gruppo, che prende il nome da una pianta endemica beneaugurante presente in Senegal, è stato segnato da una serie di difficoltà che hanno finito col fiaccare l’originario spirito di solidarietà.

L’ultimo episodio in ordine di tempo è legato alla mancata concessione di un ricettario alla presidente Caterinangela Fanni, che dopo essere andata in pensione aveva fatto richiesta all’amministrazione di via Monte Grappa di avere un blocco di ricette per continuare a prescrivere farmaci.

«Mi hanno risposto che non era possibile – spiega con amarezza la dottoressa – perché le prescrizioni possono farle solo i medici in servizio».

Eppure, per regolarizzare il rapporto con l’Asl basterebbe una convenzione: «ma l’Azienda – prosegue la presidente di Gourò – non ne ha mai voluto sentire». Proprio qui, infatti, sta il nodo mai sciolto su cui, ora, le dottoresse di Gourò, dopo 18 anni di “militanza”, vogliono ritornare per spiegare i motivi del gesto.

«Per l’Asl non siamo mai esistiti – taglia corto Luisa Lenguini, medico di origine eritrea che con altri specialisti aveva fondato l’associazione – malgrado le reiterate richieste di regolarizzare il rapporto con l’amministrazione, non abbiamo mai avuto risposta».

L’ultima richiesta indirizzata al direttore sanitario, Nicolò Licheri, risale al marzo dell’anno scorso, quando le dottoresse, con l’intento di mettere nero su bianco, avevano trasmesso una richiesta chiedendo strumenti, attrezzature e una complessiva razionalizzazione della logistica.

«Richiesta caduta nel vuoto – prosegue ancora Caterinangela Fanni – perché nessuno ci ha mai dato risposta tanto che un mese dopo avevamo inviato un’altra nota per comunicare la sospensione del servizio».

Poi lo spirito di volontariato ha preso il sopravvento e il gruppo, ormai ridotto a sette medici e otto assistenti, aveva deciso di proseguire l’attività.

«“Ora è chiaro – conclude la dottoressa Margherita Pruneddu – che con il pensionamento della nostra presidente, in mancanza di una soluzione, siamo costrette a chiudere perché in queste condizioni non possiamo andare avanti».

Da giovedì sera, dunque, gli stranieri che erano soliti frequentare il secondo piano dello stabile di via Tempio non vedranno più le dottoresse a cui, negli anni, si erano sinceramente affezionati.

Il gruppo, nato alla fine degli anni Novanta, composto da una ventina di medici con esperienza ultradecennale, era stato inizialmente ospitato nella sede delle vincenziane in via Solari, nel quartiere del Latte dolce.

Poi, in seguito a una serie di disguidi, nel 2008, aveva trovato posto nei locali al secondo piano del Poliambulatorio di via Tempio, grazie anche alla disponibilità dell’ematologo Sebastiano Pacifico che di buon grado aveva accettato di condividere gli spazi con i colleghi volontari.

Negli anni, tra difficoltà oggettive e ragioni personali, il gruppo si era sfilacciato e da venti, i medici sono rimasti in cinque, rincalzati di recente da due giovani specialiste.

L’ultima comunicazione all’Asl è del 7 novembre scorso, quando le dottoresse di Gourò, con poche righe secche, solo dopo avere avuto precise garanzie della prosecuzione del servizio, hanno comunicato all’Azienda “per unanime decisione dei volontari associati” di cessare l’attività.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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