La Nuova Sardegna

Sassari

Lido Iride, ultimatum per il rilancio

di Salvatore Santoni

Il Comune prepara l’ennesimo bando di gara per la ricostruzione del compendio: se andrà deserto farà abbattere tutto

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SORSO. Un ultimo bando di gara per tentare il rilancio del lido Iride, e se dovesse andare deserto diventerà nient’altro che una soffice distesa di sabbia. È l’intendimento dell’amministrazione comunale di Sorso, guidata dal sindaco Giuseppe Morghen, che in questi giorni mette a punto i dettagli dell’ennesimo tentativo per la ricostruzione del compendio balneare che si trova lungo la fascia costiera di Platamona.

La titolarità dell’immobile è dell’Agenzia del Demanio, che il Comune di Sorso dovrà convincere nel caso in cui si concretizzasse la demolizione. La formula di finanziamento approntata dal Comune di Sorso – che verrà proposta durante una prossima conferenza di servizi per ottenere il via libera definitivo alla pubblicazione – è sempre quella del project financing, secondo la quale il privato costruisce l’opera a proprie spese ma se ne garantisce anche la gestione futura.

Nuove regole. «L’intento dell’amministrazione è di rendere più appetibile agli investitori che parteciperanno al bando, l'intervento di investimento nella zona», si legge in una nota. E così, dopo aver espletato numerose procedure di gara (andate tutte deserte tranne l’ultima in ordine di tempo, quando però l’unica ditta in gara si è rivelata priva delle caratterestiche richieste) e aver sognato a lungo il rilancio dell’intera costa, l’amministrazione Morghen ha preferito ridimensionare le pretese avanzate in passato, che ipotizzavano investimenti del privato in circa 7milioni di euro proprio nel momento di maggiore difficoltà di accesso al credito della storia recente. Oggi, invece, si sceglie di dare libertà agli imprenditori. Come? In sostanza, chiunque potrà fare la propria “offerta libera”: non ci sarà un limite minimo di investimento ma probabilmente verranno indicate macrocategorie di destinazione d’uso della struttura. Giusto per capire, verranno ammessi progetti destinati a balneazione, centro benessere e similari. A quel punto la commissione di gara giudicherà le offerte in modo organico, applicando criteri che verranno specificati al momento dell’approvazione del testo del bando, nei prossimi giorni. «Si è provveduto a ridurre le volumetrie realizzabili, ma verrà dato un punteggio di premialità a coloro i quali presentino un progetto che realizzi una volumetria maggiore. La struttura potrà essere modificata, ma dovrà mantenere l’originaria impronta architettonica», continua il comunicato dell’amministrazione.

Demolizione. L’orientamento alla demolizione in caso di asta deserta – annunciato nel corso della seduta del Consiglio comunale del 17 novembre - rischia di diventare un boomerang. Infatti, la demolizione del rudere e il conseguente ripristino della fruibilità di una delle spiagge più ampie del litorale di Sorso, costa almeno 500mila euro. Quale imprenditore parteciperebbe a una gara che andando deserta sposterebbe l’onere delle bonifiche in capo al Comune? Demanio. Superato il vincolo storico posto dalla Soprintendenza dei beni culturali che aveva imprigionato i ruderi dell’Iride per anni – risultato la cui paternità viene rivendicata insistentemente dal consigliere regionale Antonello Peru -, rimane il nodo Agenzia del Demanio.

A occhio e croce, se il lido fosse operativo, l’Agenzia potrebbe introitare circa 30mila euro di canone di locazione annuale. Ma non lo è da anni. Significa che l’unico potenziale che potrebbe fare gola è in realtà proprio la cubatura, ed è facile immaginare che l’eventualità della demolizione prospettata dall’amministrazione di Sorso dovrà necessariamente passare attraverso il nulla osta della proprietà (l’Agenzia del Demanio, appunto).

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