Porto, ecco il ritiro rifiuti a tempo
L’Authority ha incaricato una azienda per l’intervento straordinario, resta il problema dell’appalto
PORTO TORRES. L’Impresa Turritana di Raffaele Rais ha provveduto ieri a bonificare lo scalo marittimo dalle tante buste e cumuli di rifiuti vari presenti in tutta l’area portuale da un paio di settimane a questa parte. Un intervento di una sola giornata richiesto in via urgente dalla Port Authority, accortasi un po’ tardi della scarsa igiene e del poco decoro presente nel porto turritano dopo la fine del contratto con la ditta che si occupava della pulizia e dello spazzamento.
Si è rimediato parzialmente a una situazione che stava rischiando di degenerare soprattutto nei rapporti tra enti pubblici, con i rappresentanti dell’amministrazione comunale (assessori Gavino Gaspa e Davide Tellini) che non sono stati certo teneri con l’Autorità portuale, usando parole al vetriolo che confermano la mancanza di feeling istituzionale almeno con una parte della maggioranza. L’Authority nel frattempo ha deciso di correre ai ripari anche per quanto riguarda l’appalto provvisorio da affidare ai cinque lavoratori licenziati il 9 novembre, ma su questo versante c’è la critica aspra da parte della segreteria generale della Fit-Cisl per una riduzione delle giornate lavorative che va a penalizzare padri di famiglia con problemi economici di non poco conto alle spalle. «L’Autorità portuale del nord Sardegna ha deciso di procedere nel lavoro di pulizia del porto con un affidamento temporaneo di 27 giorni – sottolinea il segretario dei trasporti Giuliano Deliperi –, con cadenza trisettimanale (lunedì, mercoledì e venerdì) che dimezza l’orario di lavoro dei dipendenti, che passerebbero dalle 36 ore settimanali alle 18 ore con dimezzamento della retribuzione». Il risparmio a tutti i costi attuato dall’Authority, secondo il sindacato, passa sulla pelle dei cinque lavoratori: «Sono l’anello debole della situazione e da un giorno all’altro si trovano un reddito a metà rispetto al recente passato, e devono provvedere a pagare mutui e altre spese che gravano sulla famiglia». A quanto pare il servizio di raccolta e spazzamento dell’area portuale viene finanziato dalle tasse portuali che pagano i passeggeri sulle navi, e agli addetti ai lavori risulta che quegli introiti siano piuttosto sostanziosi per poter garantire il servizio e l’occupazione così com’è avvenuto fino al 9 novembre. Anche gli operatori ecologici non capiscono il perché di tanto accanimento attorno a questo servizio, e il perché ci si ostini con il bando di gara elettronico - annullato dal Tar a seguito di un ricorso - arrivando poi a interrompere un pubblico servizio e mandare a casa i lavoratori. Lo scalo portotorrese merita alta considerazione da tutto il territorio - perché punto di riferimento per l’area vasta e pure per tutta l’isola -, e i lavori di pulizia di tutto il bacino non devono essere interrotti e neppure ridotti a pochi giorni, per garantire almeno decoro e igiene per cittadini e passeggeri in transito che amano passeggiare al suo interno. Due settimane senza interventi di pulizia delle aree demaniali sono cosa grave e inaccettabile, ecco perché alcuni amministratori di maggioranza chiedono chiarimenti e accertamenti sulla vicenda per chiarire le responsabilità.
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