Maggioranza e Pd insieme contro i tagli alle indennità
Bocciata dal consiglio comunale a Sorso la mozione di Unione Riformista I consiglieri Sanna e Cossu: «Era un segnale di vicinanza a chi fa sacrifici»
SORSO. Il consiglio comunale dice “no” all’azzeramento dei gettoni di presenza e alla riduzione del 20% delle indennità di sindaco e assessori. È emerso durante la seduta mattutina di ieri. La mozione, presentata dai consiglieri d’opposizione Gian Paolo Sanna e Michele Cossu, è stata bocciata dalla liaison temporanea tra la maggioranza Morghen e il Pd. La difesa dei gettoni e delle indennità è trasversale: maggioranza, opposizione e anche il sindaco, Giuseppe Morghen.
L’assessore Angelo Agostino Spanu si è spinto oltre, facendo valere un appello al buon senso: «Non posso accettare che mi si chieda di rinunciare al 20 per cento perché mi peserebbe in quanto sono disoccupato e non ho versamenti di contributi». A queste si sono aggiunte anche le perplessità di pezzi della minoranza. «Non si può fare». Lo sostengono all’unisono Michele e Mino Roggio, vice e capogruppo Pd. Con il primo a citare l’articolo 82 del Tuel (Testo unico degli enti locali), che al comma 2 garantisce ai consiglieri il diritto a percepire un’indennità, e il secondo (in un intervento più articolato) a sottolineare che in sostanza l’entità dei gettoni «la decidono a Roma». Tradotto per entrambi: non è materia da consiglio comunale.
Il gruppo ha poi motivato il voto contrario più che altro a causa di un errore “tecnico” che sarebbe stato commesso nella scrittura della mozione. In realtà, lo stesso articolo 82, prevede – qualche riga più sotto, al comma 11 - che la cosa possa essere disciplinata con regolamento e quindi dal consiglio comunale. In ogni caso, in casa Pd hanno sottolineato più che volte che il voto contrario alla proposta di Unione Riformista «non segna alcuna divisione politica». Percezione tutt’altro differente l’hanno avuta i colleghi “bocciati”, Sanna e Cossu. «Volevamo dare anche un piccolo segnale di vicinanza ai nostri concittadini, costretti a sacrifici che la politica rifugge in ogni modo. Ci spiace per i colleghi del Pd, ma la spaccatura è tutta politica e anche di difficile soluzione», spiega il capogruppo Sanna.
Qualche segnale positivo circa l’approvazione della pratica si era colto durante la seduta della commissione Bilancio del 20 novembre, quando la provocazione di evitare gli sprechi - avanzata da Sanna - aveva suscitato una risposta promettente da parte del capogruppo Pd. «Se fosse il caso, sarebbe disposto a rinunciare (Mino Roggio, ndc) a qualsiasi compenso in modo da evitare inutili polemiche, che fuorviano l’immagine che viene data ai cittadini», si legge in coda al verbale numero 15 del 20 novembre 2014, firmato dal presidente della commissione, Michele Roggio. In aula, invece, è andata diversamente.
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