La Nuova Sardegna

Sassari

Medico arrestato, chiesta scarcerazione

di Gianni Bazzoni
Medico arrestato, chiesta scarcerazione

Memoria difensiva dei legali di Antonio Nieddu: «Dal 2001 lavora gratuitamente all’Unità di valutazione Alzheimer»

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SASSARI. Si è avvalso della facoltà di non rispondere al giudice delle indagini preliminari e ha lasciato ai suoi legali - gli avvocati Franco Luigi Satta e Pietrina Putzolu - l’iniziativa di produrre una memoria difensiva che introduce nuovi elementi rispetto a quanto contestato dai carabinieri del Nas che, sabato mattina, gli hanno notificato la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Antonio Nieddu, il medico direttore del reparto di geriatria del Policlinico Sassarese e responsabile dell’Unità di valutazione Alzheimer, ha fornito per iscritto - attraverso i suoi difensori - un quadro diverso rispetto a quello prospettato dall’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Corinna Carrara. E dalle sue valutazioni emergono particolari che ora passano all’esame del giudice per le indagini preliminari Carla Altieri che si è riservata di decidere sulla richiesta di scarcerazione.

Nessun compenso. Il dottor Antonio Nieddu è direttore del reparto di Geriatria del Policlinico Sassarese e dal 2001 ha anche l’incarico di responsabile dell’Unità di valutazione: da 14 anni - secondo quanto riferito nella memoria difensiva - avrebbe lavorato gratis, senza percepire alcun compenso.

I tempi dei servizi. Per convenzione con la Asl, come direttore di Geriatria, il dottor Nieddu deve prestare servizio per 38 ore settimanali. E per svolgere il ruolo di responsabile dell’Unità di valutazione, si sarebbe trovato uno spazio ulteriore nel corso della giornata per assolvere agli impegni richiesti (a quanto pare gratuitamente). All’Uva, il professionista avrebbe deciso di dedicare due momenti: tra le 8 e le 9.30 e talvolta fra le 13 e le 14. Una esiguità in relazione al numero elevato dei pazienti.

Accessi frazionati. Nell’illustrare le modalità di organizzazione dei servizi, la memoria difensiva prodotta dai legali di Antonio Nieddu evidenzia la necessità di frazionare la valutazione dei pazienti affetti da Alzheimer in vari accessi. Diversa cosa è la valutazione multidimensionale geriatrica del paziente anziano: richiede almeno un’ora a persona «e quindi non può essere svolta che altrove e in orario diverso da quello di istituto. Altrimenti ogni giorno potrebbero essere soddisfatte le esigenze di un solo paziente o poco più».

L’onorario contestato. Per gli avvocati di Antonio Nieddu, alle visite in ambulatorio non può che conseguire la corresponsione dell’onorario, pari a 150 euro: «Superiore, ovviamente, è quello per le visite domiciliari che il professionista esegue in tutta la Sardegna, rilasciando ricevuta fiscale per ciascuna prestazione».

I Piani terapeutici. I legali hanno sottolineato che il dottor Nieddu «non ha percepito alcun onorario per il rilascio del Piano terapeutico, anche quando veniva compilato nello studio privato (cosa non vietata dalle norme). Ne fanno fede assoluta le ricevute, tutte uguali da 150 euro, con o senza Piano terapeutico, rilasciate sia per pazienti affetti da Alzheimer sia per qualsiasi altra malattia geriatrica. Il dottor Nieddu non ha mai mancato di assolvere all’impegno assunto nei confronti dell’Asl, persino le telefonate intercettate lo dimostrano».

Nozze con i fichi secchi. E nella memoria difensiva c’è anche una critica curiosa: si basa sul fatto che «l’Unità di valutazione non potrebbe funzionare adeguatamente neppure se il direttore di Geriatria abbandonasse, per assurdo, servizio e pazienti per dedicarsi in via esclusiva all’Uva».

Ipotesi falso. Per i legali di Nieddu sono insussistenti le ipotesi di falso «basate sulla mera apposizione del timbro del Policlinico: nessuna norma vieta il suo utilizzo da parte del direttore di reparto, ovunque ciò avvenga».

L’unica funzione pubblica retribuita del dottor Antonio Nieddu sarebbe quella di direttore di reparto e non di responsabile dell’Unità di valutazione (incarico gratuito).

Ferie in agosto. Sulla contestazione per l’interruzione di pubblico servizio, gli avvocati Satta e Putzolu hanno sottolineato che da molti anni il Policlinico Sassarese chiude i battenti in agosto. «Una decisione che riguarda tutti i reparti, escluso quello di ostetricia e ginecologia, e per scelta della struttura, cui i primari non possono che attenersi».

Rischio chiusura reparto. C’è un rischio fondamentale che evidenziano i legali di Nieddu qualora dovessero perdurare gli arresti domiciliari (secondo loro i presupposti sarebbero cessati). «Verrebbe ridotto ai minimi termini (se non addirittura interrotto il pubblico servizio) il funzionamento del reparto di Geriatria che, in assenza del suo direttore, nonchè dell’altro medico (è attualmente assente per malattia) non potrebbe più assolvere ai propri compiti che vanno al di là del pur delicato ed essenziale servizio relativo alla valutazione dei pazienti malati di Alzheimer». Da qui la richiesta della revoca del provvedimento. Il gip si è riservato di decidere. Il dottor Nieddu è accusato di truffa, falso, concussione, abuso d’ufficio e frode in pubbliche forniture.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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