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Sassari

Sport, musica e cibo: le barriere culturali sono state abbattute

di Donatella Sini
Sport, musica e cibo: le barriere culturali sono state abbattute

A Castelsardo si è celebrata la giornata dell’integrazione Una manifestazione nel Centro di accoglienza di Lu Bagnu

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CASTELSARDO. Sport, cinema, musica e gastronomia sono stati i temi della giornata di integrazione promossa dal Centro di Accoglienza Baia Sunaiola di Lu Bagnu, alla quale hanno aderito l'amministrazione comunale, presente con l’assessore Salvatore Suzzarellu ed il consigliere Assunta Palmas, la questura di Sassari, rappresentata dalla coordinatrice dell'ufficio immigrazione Paola Bottero, la comunità senegalese di Sassari, la comunità del Bangladesh, Emergency e l'associazione sassarese "Quattro cani per strada".

Una giornata per abbattere le barriere culturali che spesso si creano tra immigrati e popolazione locale. «Vogliamo dare a questi ragazzi l'opportunità di esprimersi e dimostrare le loro capacità nei diversi ambiti di competenza – ha specificato Salvatore Brau, coordinatore del centro per la cooperativa Ecoservice - noi come centro di accoglienza abbiamo il compito di insegnare loro come si vive in Italia, perciò organizziamo corsi sia di lingua italiana che di educazione civica, ma sono convinto che anche loro abbiano qualcosa da insegnarci».

La giornata di incontro è iniziata come una sfida sportiva. Si sono affrontati, in un triangolare amichevole la squadra del centro di accoglienza "Baja Sunajola", la squadra dell'associazione senegalese di Sassari "Jakar" che partecipa regolarmente ai tornei Endas e la squadra organizzata dal comune di Castelsardo. Nel primo pomeriggio è stato proiettato il documentario "Come un uomo sulla terra", un opera prodotta in Italia nel 2008 e diretta dal regista Andrea Segre.

Il film affronta le tematiche relative alle sofferenze dei migranti provenienti dall'Africa sub-sahariana. Si analizzano le esperienze di alcuni ragazzi e ragazze etiopi: il viaggio in condizioni disumane attraverso il deserto, la prigionia, la violenza subita in Libia e la partenza per il mar Mediterraneo. A seguire il concerto di musica africana con il gruppo di Koury Ndiaye che ha proposto ritmi afro-latin e reggae. Sul palco anche un giovane del Gambia, Warrior Singateh, ospite del centro di accoglienza che ha eseguito una canzone da lui composta e che è possibile vedere anche su Youtube.

La cena è stata a base di piatti tipici e gli ospiti hanno potuto gustare pietanze tradizionali africane come come il Tiebu Yapo e il Mafe e bevande calde come il Caffè Touba e il Thé verde. «Il nostro obbiettivo è riuscire a percepire le loro diverse abilità e indirizzarle verso una serie di progetti che diano valore a queste persone e al territorio che li ospita – conclude Brau - Affermare che "questi immigrati ci rubano il lavoro" è come nascondere la testa sotto la sabbia davanti a un problema come quello dell'immigrazione che esiste (ed è sempre esistito) e va affrontato partendo da argomentazioni meno spicciole».

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