Sfratto per dodici clochard dall’ex mercato
Sgomberata l’area di via Padre Zirano: è una pericolosa discarica piena di amianto e va bonificata
SASSARI. Quando non hai un tetto dove dormire ti accontenti di poco, e non fai molto caso se la copertura è di eternit. Le polveri di amianto sono più asciutte della pioggia, e per i clochard questo è sufficiente. Così l’ex mercato ortofrutticolo di via Padre Zirano da molti anni è diventata la loro residenza.
Ieri mattina è arrivato lo sfratto. Si sono presentanti in forze: polizia, carabinieri, vigili urbani, guardia di finanza, e ancora il personale dei servizi sociali e delle politiche abitative del comune e anche il taxi dog e hanno fatto rispettare un decreto di sgombero firmato dalla Procura.
L’area infatti è inquinata e pericolosa per la salute pubblica, e gli ottanta privati che si dividono la proprietà di quel fazzoletto di terra hanno l’obbligo di bonificarla a proprie spese. Dopo che una delle coperture di eternit era crollata sbriciolandosi in frammenti di amianto, era scattata la denuncia. L’area era stata classificata come discarica abusiva di rifiuti speciali. L’ex sindaco Ganau aveva predisposto un’ordinanza che chiedeva la bonifica e lo smaltimento, ma non era mai stata rispettata. Così erano intervenuti i Noe e i tecnici dell’Asl, e il fascicolo era finito in Procura. Ed ecco come si è arrivati al blitz di ieri mattina. La ditta specializzata che si occuperà di ripulire il terreno dalla montagna di detriti è pronta a intervenire. Serviva solo che le baracche e le casupole diroccate venissero liberate dagli inquilini.
E ieri mattina, dopo qualche titubanza iniziale, i clochard si sono rassegnati a traslocare altrove. In tutto erano dodici, anche se in via Padre Zirano ci dormono una ventina. Più sei cani, anche loro inquilini fissi dell’ex mercato ortofrutticolo, che sono stati trasferiti al canile comunale per essere microcippati e sterilizzati, e poi restituiti agli eventuali padroni. I quattro clochard italiani hanno accettato l’offerta del Comune che ha messo a disposizione due bed and breakfast e alcune stanze dell’Hotel il Vialetto per cinque giorni.
Anche un cittadino extracomunitario è stato ospitato in una delle strutture convenzionate. Invece sette romeni hanno declinato l’invito, giudicandolo una sorta di “contentino”, una caramellina per raddolcire la cacciata.
«Tra cinque giorni saremo nuovamente per strada», hanno detto, tanto vale non abituarsi a troppi confort. (lu.so.)
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