La Nuova Sardegna

Sassari

L’università: «Così si può riqualificare l’Asinara»

di Gavino Masia
L’università: «Così si può riqualificare l’Asinara»

Consegnato al Comune il progetto redatto dall’Ateneo sassarese e dalla Laore Lo studio prevede la ricostituzione del paesaggio e delle attività zoo-agricole

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PORTO TORRES. Il Comune ha ricevuto in consegna nei giorni scorsi lo studio di fattibilità “isola dell’Asinara: condizioni agroalimentari e ruralità sostenibile, stato di fatto, criticità e opportunità”. Il lavoro, nato dalla proposta del consigliere delegato per le Politiche attive sull’isola Gilda Usai, è stato realizzato dal dipartimento di Scienze della natura e del territorio dell’università di Sassari e dall’agenzia regionale Laore, ente delegato alla verifica delle condizioni e degli scenari socio-economici per la reintroduzione di attività agricole nel Parco nazionale dell’Asinara. La metà del territorio di Porto Torres è infatti costituito da un immenso patrimonio ambientale, storico e culturale, che occorre tutelare con progetti di sviluppo interconnessi, legati sia al rispetto delle originarie specificità rurali sia alle linee guida del Piano paesaggistico regionale che impegna la pianificazione locale a vietare trasformazioni e utilizzazioni diverse da quelle agricole originarie. «È risaputo che le attività rurali contribuiscono al controllo dell’erosione dei terreni – sottolinea il consigliere Usai –, alla conservazione delle coperture verdi e al conseguente equilibrio dell’atmosfera: se l’Asinara continuerà ad essere “lasciata a se stessa” le terre diventeranno suscettibili di erosione, con conseguenze di rada copertura vegetale ed espansione della macchia che riduce la diversità del paesaggio e la ricchezza ambientale». Per l’ex sindaco, inoltre, occorre rispondere con immediatezza agli interventi suggeriti dal Piano del Parco, che propone due linee di azione. La prima tratta della ricostituzione del paesaggio rurale-agricolo, ovvero muri a secco, ponticelli, vie d’acqua, abbeveratoi, riqualificazione locali di servizio esistenti, raccolta e smaltimento di elementi estranei al contesto agricolo. La seconda linea prevede la ricostituzione del modello orticolo, di quello agro-zootecnico, viticolo, del pascolo zootecnico naturale con allevamento limitato di equidi per uso ricreativo. «Lo studio – conclude Gilda Usai – sarà considerato prezioso supporto scientifico teso alla conoscenza dell’isola, e ci accompagnerà nella programmazione di quei progetti che sono in fase di realizzazione e che hanno l’obiettivo di valorizzare l’isola creando nuove iniziative di lavoro e di sviluppo sia turistico che ambientale».

Si alza dunque l’attenzione sull’isola parco, sulla possibilità di creare nuove progettualità anche per sconfiggere la disoccupazione, e martedì il sindaco Beniamino Scarpa e Gilda Usai incontreranno a Cagliari il presidente della Regione Francesco Pigliaru per descrivere opportunità e criticità di un’isola spesso dimenticata dalle istituzioni che contano.

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