I bimbi delle elementari a scuola di olivicoltura
Gli alunni di Ittiri per una intera giornata alle prese con la raccolta delle olive I tecnici di Laore e di S’Ischimadorza hanno insegnato l’uso degli abbacchiatori
ITTIRI. La “Giornata della raccolta delle olive”, nel corso degli anni, visti gli incoraggianti risultati conseguiti e il sempre maggior interesse mostrato dai bambini della scuola elementare di Ittiri, è diventata un appuntamento al quale anche il Comune, rappresentato quest'anno dal vice sindaco e assessore all'agricoltura Gianni Dedola, concorre con il patrocinio e la messa a disposizione dello scuolabus.
Nella mattinata di ieri, all'interno della tenuta di Giuseppe Cossu, in località “Serraolzu”, gli alunni di quattro classi provenienti dai plessi di via Marini, Via Boccaccio, e via Porcheddu hanno raggiunto, a bordo dello scuolabus, accompagnati dalle insegnanti Franca Dettori, Mariella Olia e Pasqualina Marrazzu, l'oliveto dove erano ad attenderli i tecnici dell'agenzia Laore Antonio Montinaro e Nino Fois, e i soci dell'associazione “S'Ischimadorza”, presieduta da Vincenzo Masia, per vivere una giornata particolare. L'iniziale vociare dei giovanissimi alunni, si è interrotto quando Antonio Montinaro, rivolgendosi ai futuri olivicoltori, ha iniziato a parlare dei vari processi di raccolta delle olive.
Il tecnico, con linguaggio adattato alla platea dei curiosi e interessati “raccoglitori” in erba, ha elencato i vari tipi di attrezzi e i diversi modi, attraverso i quali, nel corso del tempo, venivano fatte cadere le olive dall'albero descrivendo le diverse tecniche di “abbacchiatura”, partendo dall'uso di una verga (spesso di canna, ma venivano usati anche sottili bastoni in legno, ricavati da robusti polloni), per arrivare, attraverso altri strumenti come gli abbacchiatori, alla scuotitrice, ultimo ritrovato della tecnologia.
La perspicacia, tipica dei bambini, ha indotto, negli olivicoltori “per un giorno”, il desiderio di esercitarsi con gli attrezzi che venivano maneggiati dalle esperte braccia dei soci de “S'Ischimadorza”.
Ed ecco, quindi, che, mani gracili, insicure, ma sostenute da una forte volontà di imitare i grandi, guidavano verghe e abbacchiatori che facevano precipitare al suolo, dove giacevano delle spaziose reti, le olive, pronte per esser raccolte nelle apposite cassette per l'inoltro al frantoio, dal quale uscirà il verde olio extravergine di oliva.
Il modo divertente con il quale gli alunni hanno vissuto una indimenticabile giornata da piccoli contadini, lascerà, in molti di loro, un ricordo indelebile. Infatti, dalle domande che venivano poste agli esperti «si è capito- ha dichiarato Vincenzo Masia – l'interesse che ha suscitato nei ragazzi l'aver contribuito ad uno dei processi della filiera che porta alla produzione dell'olio». La mattinata si è conclusa con la consumazione delle tradizionali bruschette fumanti, cosparse di vero olio extravergine, che i ragazzi hanno mostrato di apprezzare tantissimo. Mentre lo scuolabus li riportava a scuola molti davano un ultimo sguardo a quella campagna che, per un giorno, ha creato interesse e indicato, almeno per qualcuno di loro, anche una via per il futuro.
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