Bonorva piange due ex amministratori
L’ultimo consiglio comunale ha ricordato Giommaria Ghisu e Mario Carboni scomparsi pochi giorni fa
BONORVA. L’ultimo consiglio comunale si è aperto con il ricordo di due cittadini, scomparsi nei giorni scorsi, che hanno lasciato, tracce indelebili di serietà, impegno e correttezza nella vita sociale e politica del paese: Giommaria Ghisu e Mario Carboni. Il consigliere Antonello Zanza che, come diversi colleghi presenti in consiglio comunale, ha condiviso lunghi periodi di lotta e collaborazione politica, sempre all’interno di un alveo di rispetto e correttezza, ha ricordato la scomparsa delle «due persone importanti per il consiglio comunale e la politica bonorvese». Alle sue parole di affetto nel ricordo si sono unite quelle dell’assessore e vicesindaco Battista Dettori. Il sindaco Giammario Senes ha osservato che con i due ex consiglieri comunali ed assessori è venuto a mancare anche un pezzo di storia del paese e ha voluto ricordare anche qualche aneddoto in particolare sulla frequentazione politica con Mario Carboni, un apprezzato insegnante e vicario della locale scuola elementare ed esponente della Dc, in una fase di duro scontro con il Pci, che, dal febbraio 1991, confluì nel Pds, nella fase di costruzione dell’accordo Dc-Pds-Psi e che, nel settembre del 1992, portò al varo di una giunta guidata da Peppino Bitti, con tre assessori della Dc e altrettanti del Pds. In quella giunta Carboni ebbe l’incarico di assessore alla Pubblica istruzione. Giommaria Ghisu, padre dell’attuale assessore all’Agricoltura, Giuseppe, e dell’ex consigliere Bastiano, ha avuto una vita politica un po’ più lunga, nell’ambito del partito socialista italiano, che l’ha portato a ricoprire, per diverse legislature, l’incarico di assessore e consigliere comunale, quello di assessore e consigliere nella Comunità Montana n.5 e di presidente del Consorzio di bonifica Santa Lucia. Il suo impegno e sforzo politico più importante è stato sicuramente quello per la costruzione della diga sul rio Calambru, per la quale si è battuto fino all’ultimo, con grande passione e impegno, con la certezza di poter risolvere gran parte delle problematiche legate a un’agricoltura che, penalizzata dalla scarsità delle risorse idriche, non riusciva a riemergere come “granaio della Sardegna”.
Emidio Muroni
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