Mobilità in scadenza per i lavoratori dell’ex Eurocoop
L’accordo sulle imprese dell’indotto non è stato attuato Mai percepiti anche i pochi denari della cassa integrazione
PORTO TORRES. Il 31 dicembre scadrà la mobilità e nel frattempo non hanno ancora percepito i pochi denari della cassa integrazione. Non si preannuncia un Natale sereno per gli operai che per più di trent’anni hanno lavorato alle dipendenze della cooperativa Eurocoop, ditta storica dell’indotto della chimica tradizionale, che sono allo stremo per le mancate promesse annunciate in occasione dei famosi accordi sulla chimica verde. Sono passati due anni da quando le organizzazioni sindacali confederali avevano chiesto il tavolo regionale sull’ìndotto per verificare la possibilità di poter inserire quei lavoratori che erano rimasti fuori dal ciclo produttivo dopo il crollo del petrolchimico. La Regione è invece rimasta assente allora e, continua a latitare confermando che nel polo industriale della Marinella non si stanno creando opportunità di lavoro. «Come amministrazione comunale ci siamo attivati immediatamente dopo la firma del protocollo d'intesa del 2011 per poter cercare di riqualificare il personale dell'indotto – ricorda l’assessore alle Attività produttive Davide Tellini –, che, a causa della chiusura degli stabilimenti della zona industriale, certamente avrebbero avuto delle ragionevoli difficoltà ad essere ricollocati: abbiamo iniziato a fare delle progettazioni, assieme ad altri enti locali - tra cui anche il Parco dell'Asinara -, che dovevano avere “gambe per camminare”, il sostegno economico da parte della Regione». In quell’occasione la Provincia di Sassari stilò un elenco provvisorio di lavoratori non più occupati che potevano partecipare a questo processo di riconversione. «In 4 anni l'unico risultato ottenuto – aggiunge Tellini -, dopo una serie infinita di tavoli di trattativa, è stato quello di poter "formare" per un mese un elenco di lavoratori ai quali veniva corrisposto un contributo economico che andava ad aggiungersi agli ammortizzatori sociali». Da gennaio 2014, però, solo il vuoto assoluto, e per diversi lavoratori ex Eurocoop, senza lavoro e senza soldi, sono aumentati i problemi nelle famiglie ed è diventato difficile far fronte ai pagamenti delle bollette della luce e dell’acqua.
«L’ultimo incontro alla presenza degli assessori regionali al Lavoro e all'Industria è avvenuto lo scorso maggio – sottolinea l’assessore Tellini –, e in quell’occasione promisero, davanti ai rappresentanti degli enti locali e ai sindacati di far intervenire, per poter dare una risposta ai lavoratori dell'indotto del petrolchimico, il governo Renzi. Da allora attendiamo ancora di poter essere convocati, mentre molti lavoratori hanno perso definitivamente anche il sostegno degli ammortizzatori sociali andando ad allungare inesorabilmente la fila degli utenti dei Servizi sociali». Ovvero persone che fino a qualche anno fa vivevano dignitosamente e che ora non hanno più nulla, ingannati da inutili promesse o eterni silenzi.
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