La Nuova Sardegna

Sassari

Fiume Santo, incendio nel carbondotto

di Gavino Masia

Nuovo incidente all’interno della centrale E.On. Denuncia della Uiltec: «Manutenzioni insufficienti»

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SASSARI. L’area del carbondotto di Fiume Santo era illuminato a giorno alle 23 di lunedì, soprattutto alla radice della struttura, e non certo per l’energia elettrica fornita dalla termocentrale. In quel momento era infatti divampato un incendio nel nastro trasportatore del carbone che serve la centrale elettrica E.On: le squadre antincendio della multinazionale tedesca erano già al lavoro quando è stato contatta la sala operativa della Capitaneria di porto, che è arrivata immediatamente con un’imbarcazione per controllare la posizione della nave carboniera all’ormeggio, comunque abbastanza lontana dal luogo dell’incendio. Nel frattempo i vigili del fuoco stavano provvedendo allo spegnimento delle fiamme, causate probabilmente dal surriscaldamento della gomma che poggia sui rulli del nastro trasportare. Solo alle 4 del mattino l’incendio è stato domato ed è stata e bonificata l’area interessata. L’ispezione dei tecnici, sia strumentale sia visiva, ha dato esito negativo per quanto riguarda eventuali problemi ambientali, e anche l’uscita di ieri mattina della motovedetta della Capitaneria, a scopo precauzionale, non ha registrato alcuna anomalia nel tratto di mare antistante il terminal della centrale a carbone. Dalla dirigenza E.On nessuna notizia sull’accaduto, e a quanto pare neppure il Comune era stato avvertito dell’incendio notturno. «Non è il primo l’incidente, anche se di piccola entità, che si verifica nella centrale E.On - commenta l’assessore all’Ambiente Gavino Gaspa -, ma la cosa che più dispiace e che lo si viene a sapere da fonti diverse da quelle dell’azienda: la preoccupazione maggiore deriva dal fatto che, come peraltro più volte denunciato anche dalle organizzazioni sindacali, la carenza di manutenzione degli impianti possa essere la causa dei guasti o incidenti come quello all’impianto di trasporto del carbone a Fiume Santo”. Per il coordinatore del settore elettrico Uiltec, Franco Peana, questi incidenti non accadrebbero se l’azienda facesse maggiori manutenzioni programmate: «Dovrebbe anche sostituire periodicamente tutte quelle parti soggette a usura. Il profitto di quest’anno si attesta in circa 200 milioni di euro, ragion per cui E.On potrebbe portare qualche soldo in meno in Germania e fare qualche investimento su ambiente e sicurezza posto di lavoro in Sardegn». Questo è il terzo incendio al nastro trasportatore ma negli ultimi anni, in coincidenza con il taglio agli investimenti sulle manutenzioni, sono accaduti diversi incidenti che solo per caso non si sono trasformati in tragedia.

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