Il Comune batte cassa per il Punto Giovani
L’assessore Gigi Sarobba ha richiesto un finanziamento alla Regione Dal 2011 il centro sociale di San Nicola opera a singhiozzo per mancanza di fondi
OZIERI. Dalla Regione un finanziamento straordinario per il centro riaggregazione sociale “Punto Giovani” di San Nicola. A chiederlo, in una lettera inviata all’assessore alla Sanità e Politiche Sociali, è l’omologo assessore comunale Gigi Sarobba, che nei giorni scorsi ha reiterato la richiesta più volte presentata alla Regione negli anni scorsi «confidando - come ha spiegato - sulla sensibilità già dimostrata dall’assessore Arru». Il centro di aggregazione di San Nicola, opera “a singhiozzo” ormai dal 2011, anno nel quale il taglio drastico dei finanziamenti del fondo unico - aggiunto a quello degli stanziamenti regionali appositi per il centri di aggregazione - ne aveva decretato in un primo tempo addirittura la totale chiusura.
Da allora si era cercato di garantire almeno un minimo servizio, ma il Comune non riesce a farsi carico delle spese e ora si appella alla Regione affinché inserisca anche San Nicola tra i centri meritevoli di ricevere forme di sostegno.
Sino al 2011 il Punto Giovani di San Nicola veniva mantenuto in vita con una spesa di circa 70 mila euro, dei quali il 75 per cento provenienti dai fondi del Progetto Obiettivo e il restante 25 per cento dal bilancio comunale. Basterebbe una cifra del genere, quindi, per garantirne il funzionamento e coprire le spese del personale (un coordinatore e un animatore) e per acquistare il materiale necessario per l’attivazione dei laboratori di canto, fotografia, danza, giocoleria e cortometraggio. Funzioni cosiddette di promozione, che il centro di aggregazione svolgeva prima della chiusura insieme con tante altre: su tutte le attività di prevenzione del disagio, con incontri tematici sui temi delle dipendenze, dei disturbi alimentari, della scuola e altro; era inoltre la sede del consiglio comunale dei ragazzi e forniva supporto per la ricerca di lavoro.
«Prima della chiusura e del ridimensionamento - dice l’assessore Sarobba - il Cas di San Nicola serviva un’utenza di circa 1800 persone. Ragazzi e bambini che nel Punto Giovani trovavano uno spazio per incontrarsi e per dedicarsi a molteplici attività: come quelle artistiche, che si concretizzarono per esempio nella creazione di una compagnia di spettacolo che si esibì in vari comuni del territorio e fu invitata a partecipare alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia alla presenza del Presidente della Repubblica. Un’esperienza che si è persa ma che basterebbe poco per rivivere».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
