La Nuova Sardegna

Sassari

Campus dell’Ersu, Clemente difende il progetto Piandanna

di Vincenzo Garofalo

«Primo in graduatoria sulla base di parametri noti a tutti» «Prezzo lievitato? La prima offerta valeva solo per il lotto»

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SASSARI. Finito nell’occhio del ciclone per essersi aggiudicato il primo posto in graduatoria fra le offerte pervenute all’Ersu sull’area dove realizzare il campus universitario, Guido Clemente, rappresentante degli eredi Satta-Branca e della famiglia Segni, prova a diradare la nebbia di polemiche che ha avvolto la proposta. Clemente coglie l’occasione per difendere con decisione la validità del progetto.

«L’offerta in questione è risultata prima nella graduatoria stilata dalla Commissione tecnica, nominata dal Consiglio di amministrazione dell’Ersu, sulla base di parametri, stabiliti nel bando e quindi noti a tutti – spiega –. I valori numerici assegnati a logistica, prezzo, studio di fattibilità, distanza, rispondono a criteri oggettivi. Le riserve formulate da chi contesta la graduatoria finale non fanno mai riferimento, inspiegabilmente, a tali parametri, che sono alla base dei verbali relativi alle singole offerte, e che la Commissione ha reso noti nella seduta pubblica».

Sul prezzo offerto per la vendita dell’area di Piandanna, Clemente non accetta accuse più o meno velate di speculazione: «Il prezzo dell´offerta risponde al costo medio dei terreni classificati come zona G nella stessa area, rapportato alle volumetrie previste dal bando, calcolate sulla base dei parametri europei assunti dallo stesso, e contemplate nello studio di fattibilità».

Un anno fa Clemente offrì all’Ersu la stessa area, ma a un prezzo di 7,9 milioni di euro, contro i 10,72 milioni della proposta ora giudicata vincente dall’Ersu: «L’offerta precedente era relativa al solo terreno. Del resto, è inferiore al prezzo richiesto dagli altri concorrenti i cui terreni siano comparabili».

Riguardo alla distanza del terreno dalla città, Clemente precisa che, «la distanza, calcolata dalla Commissione tecnica è di 1.500 metri dalla sede centrale dell’Università. Il bando assegna un punteggio a seconda della distanza, e quindi il riferimento a una presunta inidoneità su questa base appare incomprensibile».

Respinte al mittente anche le accuse sulla presunta nullità dell’offerta per la presenza di un viottolo che separa i due terreni Satta-Branca e Segni: «Lo studio di fattibilità ha tenuto conto dell’esistenza di un viottolo, che consente l’accesso da via Piandanna alle proprietà Segni e Satta-Branca. Alla Commissione tecnica, abbiamo fornito ampia documentazione, e abbiamo consegnato un parere pro veritate che dimostra come il viottolo non costituisca una divisione tra le due proprietà».

Anche riguardo al nodo urbanistico Guido Clemente chiarisce che, «l’offerta riguarda terreni inseriti nel Puc (e precedentemente nel Prg) nella zona G, destinata a servizi. Abbiamo documentato, nello studio di fattibilità e secondo quanto previsto dal bando, la procedura per la variante nel caso specifico. Trattandosi di una variante all’interno della zona G, è sufficiente la presentazione del piano attuativo per l’esame del Consiglio Comunale cui, ovviamente, compete la decisione finale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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