“Murale” dedicato a Santa Maria Bambina
A Bonorva l’affresco ha sostituito quello realizzato per Titti Pinna, all’epoca ostaggio dei rapitori
BONORVA. Nei giorni scorsi, con la presenza del sindaco Giammario Senes, del parroco, don Giovannino Conti, dei fedales del ’62 e di diversi cittadini, è stato inaugurato un bel “murale”, inserito nella facciata della proprietà Tidore, in piazza Paolo Mossa, realizzato dall’artista Pina Monne, con la collaborazione di Anna Speranza. Il nuovo murales si sovrappone e sostituisce il preesistente che, nel novembre del 2006, era stato realizzato dagli studenti dell’Istituto d’arte “F. Ciusa” di Nuoro. Voleva essere un segno di solidarietà con il giovane Titti Pinna, (sequestrato due mesi prima d nella sua tenuta di Monte Frusciu), ed era stato titolato: “A sa zente de Bonorva”. Una dedica che, a parere della stragrande maggioranza dei cittadini, che hanno rinunciato volutamente a valutarne le effettive qualità artistiche, suonava come un duplice significato, di solidarietà ma…..anche di monito. L’iniziativa del comitato dei fedales del 1962, presieduto da Maria Giovanna Senes, nato per i festeggiamenti in onore della patrona del paese, ( Santa Maria Bambina), pur non dimenticando la sofferenza del giovane Titti Pinna, della famiglia e dei paesani, hanno osservato i fedales, ha voluto rafforzare, sostituendo il precedente con l’immagine ben più significativa della Santa Bambina, il durevole segno di una profonda fede cristiana, di rispetto delle regole e valori della vita. Con la sottostante raffigurazione di momenti legati al radicamento delle tradizioni più sane e genuine ha voluto invitare i bonorvesi, nel segno di un onesto passato, fatto anche di lavoro e sacrifici, a cercare di voltare pagina.
Non vuol dire dimenticare il passato, è stato chiarito, ma riflettere su di esso per superare le malcelate gelosie, l’alterigia e le diffidenze, e rafforzare il senso della dignità e dell’onore. La realizzazione dei murales artistici, in onore di Santa Maria Bambina e nel ricordo dei riti tradizionali, ha avuto un iter piuttosto travagliato anche nella scelta della parete che avrebbe dovuto accogliere il bel lavoro di Pina Monne. Abbandonata l’idea di realizzarlo su una parete nella facciata anteriore del palazzo comunale, a causa del parere negativo espresso dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici ed Etnoantropologici della provincia di Sassari, l’interessante «espressione artistica culturale», dopo una scelta durata oltre un anno, ha finalmente trovato la superficie idonea, anche se come forma sostitutiva della precedente.
I “ragazzi del ’62”, (con spese a loro totale carico), hanno così potuto offrire al paese un segno di bontà e amore che serve anche, nonostante qualche sussurro e mugugno ingiustificati, a restituirgli almeno una parte di quella dignità e stima che da sempre le erano state giustamente attribuite.
Emidio Muroni
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