Piano di Protezione civile per il rischio idrogeologico
Nel progetto inserita anche l’area di accesso al quartiere di Serra Li Pozzi Voto unanime del consiglio. Dalla giunta 24mila euro per la centrale operativa
PORTO TORRES. Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità il Piano di protezione Civile da rischio idrogeologico, redatto sulla base delle criticità attualmente a conoscenza dei tecnici e sulla base di modelli matematici. Il documento dice esattamente cosa potrebbe accadere, nel caso di eventi atmosferici importanti, in quelle aree a rischio inserite dal Piano di assetto idrogeologico emesso dalla Regione: per quanto riguarda questo territorio sono inserite le foci del rio Mannu e Fiume Santo e tutta la fascia costiera che parte dallo Scoglio Lungo fino alla torre di Abacurrente. Nel piano vengono inoltre indicate gli interventi in tutti quei casi di forte criticità. «Il documento è uno strumento snello e soggetto a continue revisioni – ha detto l’assessore alla Protezione civile, Davide Tellini –, per cui, se si venisse a conoscenza di altre situazioni a forte rischio, le stesse saranno valutate e inserite nel Piano e verranno riportate le azioni di mitigazione del rischio per la popolazione interessata: il piano, di per se, propone una serie di livelli di attenzione che variano con il mutare della gravità dei fatti, e a ogni livello di attenzione sono previste delle azioni da mettere in campo da parte del Centro operativo comunale presieduto dal sindaco».
Al fine di rendere il Piano uno strumento di facile consultazione e attuazione, sono state già effettuate prove simulate, e altre ne verranno effettuate, e fondamentale comunque rimane la partecipazione delle associazioni di volontariato che della protezione civile sono la colonna portante. «In città le nostre associazioni hanno già risposto in modo lodevole – aggiunge Tellini –, ma sarà necessario coinvolgere il maggior numero di persone possibile, perché riteniamo necessaria la costituzione di un vero e proprio "Gruppo di Protezione Civile" che si occupi in modo esclusivo della tematica sui soccorsi in caso di calamità naturali e importanti eventi atmosferici». La giunta ha già stanziato 24mila euro per poter allestire la sala operativa del Coc e dotarla di quella strumentazione necessaria per garantire il suo esercizio. Al Piano approvato ieri era stato necessario un ulteriore approfondimento in commissione, sollecitato dal consigliere Toni Chessa, che chiedeva l’inserimento nel piano (che non lo prevedeva) del rischio idrogeologico elevatissimo presente nella zona di via dei Corbezzoli. Si tratta di una zona che il 21 febbraio 2013 è stata interessata dal crollo del manto stradale in prossimità di un pozzetto di ispezione della condotta idrico-fognaria, a causa della presenza di un sistema carsico generatosi negli anni che ancora oggi mette a rischio le persone e le cose. «La giunta ha garantito non solo l’inserimento del rischio idrogeologico relativo a via dei Corbezzoli e zone antistanti – ricorda Chessa –, ma soprattutto l’impegno di svolgere tempestivamente uno studio approfondito e dettagliato dell’area in esame, al fine di predisporre un intervento atto a rimuovere le cause di rischio nei confronti di persone e cose».
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