I figli sono tutti uguali davanti al notaio
Una coppia vuole intestare due immobili a un quattordicenne e si preoccupa per le eventuali pretese di una ipotetica nuora
Siamo una coppia felicemente sposata da qualche anno e viviamo in un immobile di nostra esclusiva proprietà, acquistato e detenuto in regime di comunione di beni. Siamo genitori anche di un quattordicenne, unico figlio maschio. Il nostro intento sarebbe quello di trasmettergli, prima della nostra morte, la proprietà totale della casa di proprietà padronale e la quota di proprietà (50% di un immobile di esclusiva proprietà del padre, detenuta cioè da prima del matrimonio ), in comproprietà con la sorella paterna, zia cioè del ragazzo. Il nostro progetto sarebbe quello di trasmettere in toto a nostro figlio tutte le proprietà prima che egli contragga matrimonio per evitare altri pretendenti (futura consorte e figli ) che, in caso di contenziosi e/o separazione, vanterebbero non pochi diritti se egli acquisisse dette proprietà stanti noi ancora in vita e di conseguenza erediterebbe le sostanze solo dopo la nostra scomparsa. Possiamo attivarci già da adesso o dobbiamo spettare la maggiore età del figlio? È consigliabile trasmettergli tutta la proprietà oppure noi genitori potremmo riservarci l’usufrutto, lasciando a lui momentaneamente la nuda proprietà? Bisognerà coinvolgere anche l’Agenzia delle Entrate, visto che di fatto noi stiamo anticipando l’azione della successione ereditaria?
Gentili lettori, mi è d'obbligo preliminarmente chiarivi alcuni principi fondamentali in materia di successioni ereditarie, poiché lo scopo che vi proponete di raggiungere non sembra del tutto compatibile con i principi fondamentali inderogabili riguardanti la famiglia e le successioni per causa di morte
In primo luogo i figli hanno tutti pari diritti successori, sia maschi che femmine, pertanto in caso di pluralità di figli, come sembra evincersi dalla vostra esposizione, pur volendo beneficarne maggiormente uno, si deve comunque rispettare la quota di legittima degli altri , ossia una quota minima che la legge impone sia riservata ai più stretti parenti (nel vostro caso, coniuge e figli).Sicché due quarti del patrimonio andranno in parti uguali a tutti i figli come legittima, mentre un quarto spetta al coniuge superstite sempre per legittima ed un quarto é la quota disponibile di cui il testatore può disporre come desidera.
In secondo luogo, non è ammissibile e sarebbe nullo un testamento congiuntivo, ossia fatto da entrambi nello stesso atto, per cui ciascuno di voi dovrà fare testamento separato in cui contempli come erede necessario l'altro coniuge e i figli nelle quote sopraindicate.
In terzo luogo tutti i beni ricevuti sia per successione che per donazione costituiscono patrimonio personale dell'erede o del donatario e pertanto non ricadono in comunione dei beni con l'eventuale coniuge.
Ovviamente, nel caso da voi paventato di separazione di vostro figlio in un futuro matrimonio ( lontano nel tempo visto che é ancora minorenne ) egli sarà tenuto per legge agli alimenti nei confronti della moglie e dei figli e ciò dovrà farlo con tutto il suo patrimonio ,a prescindere se lo abbia ereditato o acquistato in altro modo, ed anche a prescindere se lo abbia acquisito prima del matrimonio o dopo il matrimonio
In conclusione, consiglio di rivedere le vostre volontà alla luce di questi obblighi inderogabili di legge.
Ufficio studi del Consiglio notarile dei distretti riuniti di Sassari, Nuoro e Tempio Pausania
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