La Nuova Sardegna

Sassari

Il caso delle cartelle pazze: «Dal Comune solo silenzi»

di Barbara Mastino
Il caso delle cartelle pazze: «Dal Comune solo silenzi»

Attacco dell’associazione Prospettive: «Ai cittadini nessuna informazione» «I pagamenti calcolati in modo errato e noi contribuenti trattati da evasori»

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OZIERI. Quattro mesi di «silenzio assordante» sulla questione delle cartelle “anomale” di Ici e Tarsu giunte all’inizio dell’anno nelle case di tanti ozieresi. A lamentarlo è l’associazione politico culturale Prospettive, che per voce di uno dei suoi fondatori, Luca Manca, tira le somme della vicenda e critica l’amministrazione comunale perché rea, a suo dire, di non aver fornito spiegazioni ai cittadini, rimasti spiazzati davanti alle richieste di pagamento.

A distanza di mesi, lamenta Prospettive, non c’è stato nessun chiarimento dall’amministrazione: un trattamento «incomprensibile» quello riservato ai cittadini coinvolti, «che successivamente agli errori dell’ufficio tributi sono stati accusati di aver fatto infedele denuncia e sono stati trattati come evasori da stanare». La causa di tutto questo, dice Manca, è «un rimpallo di incoerenze e di non chiare responsabilità fra l’amministrazione, gli uffici e la ditta Esperia Rti Infotirrena (appaltatrice del servizio di riscossione, ndr)».

La vicenda è nota: all’inizio dell’anno a Ozieri sono state recapitate numerose cartelle con richieste di pagamento di imposte comunali arretrate motivate dal cambiamento dei parametri di calcolo. Lo racconta in una nota lo stesso Luca Manca. «La finanziaria 2005 - scrive - prevedeva quale base di calcolo la superficie catastale ridotta all’80 per cento e non più la superficie utile. L’ufficio comunale tributi continua ancora oggi, a distanza di dieci anni, a calcolare e trasmettere cartelle di pagamento utilizzando la superficie utile, e quindi errata. Perché solo oggi, dopo dieci anni, si riversano le colpe sui cittadini caricandoli del fardello di addizionali, interessi e sanzioni dal 2009 al 2012, senza che vi siano state le dovute comunicazioni? Come mai non si rettificano le incoerenze sulle annualità 2013-2014-2015, calcolate a oggi in maniera inadeguata? Forse si resta in attesa che maturino ulteriori interessi? Come mai ci si è affidati per il recupero crediti a una ditta siciliana e non ci si è rivolti al personale già in organico nell’ente? Come mai non si dà dimostrazione dell’avvenuta data di accettazione del 31 dicembre 2014 mentre i cittadini hanno dimostrato che il tracking di spedizione Nexive comunica la data dell’8 gennaio 2015?». Queste le domande che Prospettive, come altri, pone alla giunta comunale. Domande senza risposta da mesi: un silenzio che si aggiunge allo “smacco” dato dal fatto che i ricorsi in autotutela presentati da tanti cittadini sono stati «rigettati in massa con un ciclostile» mentre invece, di recente, «sono stati accettati tutti (21 su 21) gli accertamenti con adesione, ai quali è stata data risposta con un verbale in contradditorio diretto che accettava le varie anomalie presenti nelle cartelle pazze e le sospendeva per 60 giorni previa verifica e correzione delle stesse. Tutto questo solo oggi, a discapito di chi magari, intimorito dalla forma, ha già effettuato il pagamento». E in tutto questo, chiede Prospettive, cosa fa l’amministrazione? «Ha magari indirizzato la propria attenzione a qualche più importante estensione di fotovoltaico o altro?».

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