E per i dottori di famiglia arrivano i mega ambulatori
SASSARI. La rivoluzione burocratica-sanitaria non riguarda soltanto la ricetta. Anzi, nella stessa riforma Balduzzi del 2010 i cambiamenti coinvolgono anche il rapporto tra medico di base e paziente....
SASSARI. La rivoluzione burocratica-sanitaria non riguarda soltanto la ricetta. Anzi, nella stessa riforma Balduzzi del 2010 i cambiamenti coinvolgono anche il rapporto tra medico di base e paziente. Infatti, abbiamo spesso già assistito al cambiamento dell’ambulatorio del medico di famiglia, con il dottore di fiducia che ha fatto uno studio di gruppo con altri medici per offrire un maggiore servizio al paziente, con un orario più lungo, apertura mattina e sera. Ma il rapporto tra medico e paziente continua a essere salvaguardato.
Ora, però, anche in Sardegna la riforma potrebbe arrivare con tutti i suoi cambiamenti. Il decreto infatti, ha istituito le Aft (Associazioni funzionali territoriali) che prevedono l’accorpamento presso grandi strutture (ad esempio il poliambulatorio Conti o il complesso di Rizzeddu) di 30.000 pazienti che dovranno fare ricorso al medico di base attraverso l’accorpamento di 30 medici. «In questo modo - sottolinea il vice segretario della Fimmg, Antonello Desole -, si perdono le dimensioni ottimali degli attuali studi di gruppo (4 o 5 medici) ottimi per la loro fruibilità, aperti anche 8 ore al giorno, con conservazione del rapporto di fiducia medico-paziente che andrà inevitabilmente perso in androni con 30 ambulatori, turni e rotazioni, numeri per la fila d’attesa e trovare in ambulatorio non il proprio medico ma quello che è in turno in quel momento». Il rischio, è che si regredisca, che si spersonalizzi il rapporto tra medico e assistito. Oggi il medico di fiducia è quello che “ti conosce”, quello che tu hai scelto, un po’ come il confessore della tua salute, al quale rappresenti i sintomi e sa anche quali farmaci il tuo fisico assorbe meglio. Insomma, se è stato chiamato “medico di fiducia” non sarà un caso.
« A pensare male - dice il sottor Desole - sembrerebbe un modo per togliere agli utenti la possibilità di scelta del medico di fiducia che era rimasta, a mio modo di vedere, l’ultima forma di democrazia esistente in sanità. Ma questa è un’altra storia». (v.m.)
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