Dopo l’intimidazione Latifa riapre il suo locale di Sassari
A gennaio avevano distrutto l’ingresso del ristorante marocchino di via Duomo. L’episodio di intolleranza era accaduto all’indomani dei fatti terroristici di Parigi
SASSARI. Ritorna la cucina marocchina di Latifa. Una vittoria per lei e una vittoria anche per Sassari che lo scorso gennaio si era stretta intorno alla donna musulmana facendo partire una vera e propria gara di solidarietà. Poco prima dell’inaugurazione, qualcuno aveva spaccato a picconate l’ingresso del piccolo ristorante in via Duomo, prossimo all’apertura. Un gesto ignobile compiuto subito dopo i fatti di Parigi. Per questo Latifa, musulmana praticante, aveva anche temuto che si potesse trattare di una intimidazione legata ai sentimenti di odio che in quel periodo dilagavano ovunque.
Da donna forte, supportata dall’amore della famiglia e dall’affetto di una marea di amici e conoscenti, in questi mesi si è rimboccata le maniche e domenica finalmente il suo sogno è diventato realtà. Latifa ha trasferito la sua attività da Corso Vittorio Emanuele alla più centrale via Duomo. Con una nuova denominazione (“Bladibella” – Marocco Bello) ma l’immutato desiderio di far conoscere le proprie specialità gastronomiche a sassaresi e turisti di passaggio.
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Latifa è sicura che questa sua nuova iniziativa possa servire a incoraggiare anche altri piccoli imprenditori a valorizzare il centro storico al quale lei sente ormai di appartenere: «La mia speranza è che si possano rigenerare le piccole attività commerciali favorendo l’incontro tra la gente e lo scambio di culture diverse».
E infatti le sue proposte culinarie vanno dalla tajine, al cous cous, al falafel, al kebab e altre specialità arabe. Lei ora è felice e sente di dover ringraziare «tutte le persone che mi sono state vicine – dice commossa – miei vecchi clienti, gli amici di sempre ma anche semplici cittadini». E ringrazia anche il personale delle scuole frequentate dai suoi figli: «Il Canopoleno, l’Artistico, le Industriali e il Linguistico Margherita di Castelvì. Sono stati preziosissimi mostrando vicinanza ai miei figli che hanno vissuto un periodo di forte disagio».
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