Cade una mattonella dal grattacielo, ferita un’anziana
Dal 2007 in corso nel palazzo interventi di ristrutturazione Costi altissimi (quasi 1 milione di euro) e difficoltà nei lavori
SASSARI. Potevano essere ben più gravi le conseguenze causate da un mattone di terracotta che si è staccato lunedì mattina dalla facciata del grattacielo di piazza Castello, da quasi dieci anni in ristrutturazione. A farne le spese è stata una donna di 86 anni, colpita di striscio alla testa e a una gamba dalle schegge della mattonella che si è disintegrata nella caduta. Il distacco è avvenuto sul lato di largo Cavallotti, a quell’ora non particolarmente trafficato. Ma se l’incidente fosse avvenuto nei tre giorni precedenti, in cui la strada era affollatissima di passanti per la presenza della rassegna florovivaistica “Il centro... in fiore”, probabilmente i feriti sarebbero stati più d’uno. L’anziana donna è stata subito trasportata al pronto soccorso da un’ambulanza del 118, ma non le sono state riscontrate lesioni gravi. I vigili urbani hanno stilato un rapporto e intanto il marciapiede di fronte all’ingresso del bar Mokador è stato transennato, anche se il mattone è “atterrato” quasi al centro della strada. Mattone che probabilmente si è staccato a causa di una dilatazione dovuta alle alte temperature di questi giorni.
Quanto accaduto ha intanto riproposto all’attenzione generale le condizioni di sicurezza del grattacielo dove, per l’esattezza dal 2007 , sono cominciati lavori di restauto della facciata che ancora non si sono conclusi definitivamente, nonostante possano ormai dirsi in una fase avanzata. Un intervento di cui il palazzo aveva più che bisogno a distanza di cinquant’anni dalla sua costruzione (venti piani, 90 metri di altezza, fu realizzato tra il 1960 e il 1965 su progetto dell’architetto Fernando Clemente snaturando il centro storico). Ma sono lavori che non solo hanno avuto tempi lenti e costi enormi per il centinaio di proprietari (la spesa ha sfiorato il milione di euro) ma sono stati anche difficili da realizzare a causa della collocazione del palazzo in una zona così centrale. Spiegano alla Servizi Immobiliari srl, amministratore del condominio, che nel corso della ristrutturazione si è dovuto tener conto di un situazione complessa sia per la quantità che per la tipologia degli inquilini coinvolti (residenti, commercianti e uffici) sia per i lavori da eseguire in sè. Ad esempio, sotto il grattacielo scorre l’acqua di cui è ricco il sottosuolo urbano e c’è la necessità di non caricare di troppi pesi la zona, compresi quelli che possono derivare dal passaggio di camion e altri mezzi indispensabili per gli interventi. Una curiosità: verso via Luzzati, è presente un vecchio rifugio antiareo che ha inglobato le tubature del palazzo. E poi il problema dei costi. Solo per l’occupazione del suolo pubblico da parte dei ponteggi, si sono spesi negli anni almeno cinquantamila euro. Una cifra elevata che in tempi in cui è sempre più arduo risparmiare ha inciso profondamente sulle tasche dei proprietari. Poter abbattere questo tipo di esborso probabilmente consentirebbe di provvedere con più sollecitudine alle riparazioni degli immobili. Ma ci vorrebbe l’intervento del Comune per azzerare una tassa dai molti oppositori.
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